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Dossier H.H. Holmes

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Dossier H.H. Holmes

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Apr 20, 2010 8:51 pm

Nome completo: Herman Webster Mudgett

Soprannome: The Torture Doctor (Dottor Tortura), L'Arcidiavolo

Nato il: 16 maggio 1860

Morto il: 7 maggio 1896

Vittime Accertate: 27, ma si sospetta almeno 150-200, soprattutto donne

Modus operandi: Diversi. Di preferenza soffocamento o asfissia. Scioglieva poi i corpi nell’acido o li bruciava, quando non li vendeva gli scheletri a istituti di medicina


H.H. Holmes: Infanzia e primo crimine accertato
Herman Webster Mudgett nacque a Gilmanton (New Hampshire) il 16 maggio 1860 in una famiglia di devoti metodisti. Il padre, Levi Horton Mudgett, ufficiale postale, era un uomo violento e autoritario al quale la moglie era totalmente sottomessa. Hermam crebbe pensando che tutte le donne si comportassero allo stesso modo. Grazie anche al fascino e alla capacità di influenzare le persone che dimostrò fin da giovane, riuscì sempre a ottenere fiducia e cieca obbedienza dalle sue amanti, spesso tramutate in complici.

Come la maggior parte dei
serial killer, da ragazzo si divertiva a torturare e smembrare animali randagi (uno dei tre "segnali di avvertimento" elencati nella famosa Triade di McDonald). Il grande interesse che mostrava per l’anatomia avrebbe potuto aprirgli le porte di una splendida carriera da dottore, ma si rivelò ben presto un alunno svogliato e un precoce truffatore.

Nel 1878 si sposò con Clara Lovering, da cui ebbe un figlio. A 24 anni venne espulso dalla University of Michigan Medical School per trafugamento di cadavere e frode: sfigurava i corpo che rubava al laboratorio dell’Università per farli passare per parenti deceduti in un incidente e intascava le loro assicurazioni sulla vita.

Nel 1886 si trasferì da solo vicino Chicago, cambiò nome in Henry Howard Holmes (da qui l'H.H. Holmes con cui è normalmente conosciuto) e prese di nuovo moglie. Grazie a una falsa laurea in medicina della Ann Arbor in Michigan, trovò lavoro presso una farmacia gestita dalla anziana Signora Holton, che doveva assistere il marito gravemente malato di cancro. Sempre cordiale, premuroso ed estremamente competente con tutti i clienti, soprattutto di sesso femminile, Holmes inventava "pozioni miracolose" che incrementavano gli affari della farmacia.
La signora Holton, rimasta vedova, gli cedette l’attività in cambio di un vitalizio che non le fu mai pagato. Prima che potesse agire legalmente contro "dottore", scomparve insieme alla figlia, ufficialmente trasferitesi entrambe in California.

H.H. Holmes: Il Castello degli Orrori
H.H. Holmes trattava la moglie Myrta come una serva e la considerava di intralcio alla nuova vita che voleva iniziare. Se ne sbarazzò presto, spedendola dai genitori, dopo averla messa incinta. I due non si rividero più, pur continuando a essere sposati.

Grazie agli illeciti introiti ottenuti con i "portentosi medicamenti" e a svariate frodi, Holmes cominciò la costruzione di un elegante edificio di tre piani, aiutato da un altro truffatore senza scrupoli, Benjamin Pitezel. Il primo piano fu occupato da negozi esclusivi, compresa la farmacia, mentre il resto dell’immobile fu trasformato in una trappola mortale per gli ignari ospiti della Grande Esposizione di Chicago del 1892, inaugurata per i 400 anni dalla scoperta dell’America.

Il Castello Holmes, come fu chiamato, era tutto un susseguirsi di stanze e passaggi segreti. Vi erano perfino camere a gas, isolate acusticamente, dotate di occhi magici dai quali il sedicente dottore, eccitandosi, spiava l’agonia delle sue vittime. Ancora in vita o da morte, conduceva su di loro atroci esperimenti con sofisticatissime attrezzature chirurgiche, cercando, per esempio, un modo per allungare le ossa.
Neanche da morte trovavano pace: quando i cadaveri non erano gettati in cantina nella fossa piena d’acido o nel forno crematorio, i loro scheletri finivano in esposizione nelle Università di Medicina.

Nel 1890 Holmes, tramite un annuncio sui giornali, reclutò un nuovo socio che avrebbe dovuto aiutarlo nella gestione degli affari, Ned Conner. Ben presto trovò più interessante la compagnia della sua bellissima moglie, Julia Smythe. La signora Conner invitò a vivere a Chicago la sorella diciottenne, Gertie, alla quale ben presto Holmes rivelò l’intenzione di sposarla dopo aver divorziato, ottenendo solo che la ragazza fosse rispedita a casa dei suoi. Il sedicente dottore tornò allora a corteggiare Julia, stavolta con successo.
Solo quando la donna rimase incinta, Ned Conner chiese il divorzio.







H.H. Holmes: Al Castello Holmes neanche i morti trovano pace
Proprio quando poteva avere Julia tutta per sé, H.H. Holmes se ne disamorò. Le disse che avrebbe divorziato da Myrta per sposarla a patto che accettasse di abortire, offrendosi di eseguire personalmente l’operazione. Durante la Vigilia di Natale del 1891 la narcotizzò e la uccise, affidò poi il suo cadavere a Charles M. Chappell, dotato di un’insolita abilità nell'articolare gli scheletri destinati a essere esposti presso rinomate scuole di medicina. Quello di Julia finì all’Hahnemann Medical College.

La signora Chappell non fu l’unica amante di Holmes a scomparire tragicamente. Durante l’estate del 1891 Benjamin Pitezel, mentre si trovava in un sanatorio per alcolizzati a Dwight (Illinois), aveva conosciuto una graziosa stenografa, Emeline Cigrand. La ragazza su suo invito fu assunta da Holmes, che se ne invaghì. La conquistò con gioielli, galanterie di ogni tipo e la solita promessa che l’avrebbe sposata una volta ottenuto il solito divorzio da Myrta.
Nelle lettere che scriveva a casa, le chiese di chiamarlo con il nome di Robert E. Phelps, perciò nessuno la cercò al Castello, dove morì soffocata. Il suo amante la richiuse con una scusa dentro una camera blindata e si masturbò mentre l’ascoltava urlare ed esalare gli ultimi respiri. Anche il suo scheletro passò per le abili mani di Chappell e fu venduto alla La Salle Medical School.

Simile sorte capitò alla bella e ingenua diciassettenne Jennie Thompson, i cui resti scarnificati finirono alla University of Illinois Medical School.

Non andò meglio a un’altra dipendente di Castello Holmes, che morì in una camera a gas insieme alla sorella e alla figlia che aveva avuto da Pat Quinlan, un collega sposato che non voleva raccontasse della loro relazione alla moglie. I medici che comprarono le loro spoglie, furono particolarmente felici di essersi procurato lo scheletro di un bambino.

Furono molte le donne che, lavorando per Holmes, lo arricchirono scomparendo prematuramente: l’uomo, che spesso diventava loro amante prima di ucciderle, pretendeva infatti che le sue dipendenti stipulassero a suo nome una polizza assicurativa di 5.000 dollari.
Se poi riusciva a guadagnare anche vendendo il loro scheletro, era ancora più felice di averle assunte. E spedite senza rimorsi al Creatore.







H.H. Holmes: Un ultimo amore, la fuga per debiti e la cattura
H.H. Holmes con il forno crematorio e volatilizzò letteralmente i cadavere di molte vittime, rendendo impossibile determinarne il numero esatto. Provava piacere a torturare e a uccidere soprattutto donne, anche se non risparmiava gli uomini che viaggiavano con molto denaro. Il Castello però costava più di quanto gli affari illeciti gli facevano guadagnare e alla fine del 1893 si trovava sull’orlo della bancarotta. Non sembrava preoccuparsene: nonostante fosse sposato già due volte e intrattenesse una relazione con un certa Minnie Williams, si era invaghito della bella turista Georgiana Yoke e fece di tutto per farla innamorare. Riuscì nel suo intento proprio quando i creditori cominciarono a non dargli più tregua. Fu costretto a una "fuga d’amore" con la fidanzata, mentre Pat Quinlan, dipendente che gli doveva un favore per averlo liberato da un’amante troppo insistente, incendiava il Castello, assicurato per 25.000 dollari.

Un investigatore provò che si era trattato di un incendio doloso, perciò Holmes fu costretto a inventarsi una nuova truffa che gli avrebbe permesso di arricchirsi in fretta. Rintracciò Benjamin Pitezel e gli propose di stipulare un’assicurazione sulla vita per 10.000 dollari. Ne avrebbe poi finto la morte, sfigurando il viso di un cadavere che poteva passare per lui. Il suo ex assistente raccontò tutta alla moglie che cercò di dissuaderlo, non fidandosi del vecchio principale del marito. Non vi riuscì: l’uomo seguì Holmes, dicendole di non preoccuparsi alla futura notizia della sua morte.

Il 9 gennaio 1894 a Denver Holmes sposò sotto falso nome Georgiana Yoke, per poi cambiarlo ancora in Pratt, cognome che avrebbe usato per commettere diverse frodi con la complicità di Pitezel. Poco dopo si sbarazzò dell’ex amante Minnie Williams, ingombrante testimone.

A Sant Louis Holmes fu arrestato mentre stava truffando la Merrill Drug Company. In prigione confidò i suoi crimini a Marion Hedgepeth, un pericoloso detenuto. In cambio di 500 dollari, il galeotto gli fornì il nome di Jeptha Howe, un avvocato che avrebbe potuto aiutarlo nella sua prossima frode ordita insieme a Pitezel ai danni di una società di assicurazioni di Philadelphia.

H.H. Holmes: Processo, condanna ed esecuzione
Uscito di galera H.H. Holmes cambiò idea: una sera aspettò che Pitezel si ubriacasse al punto da reggersi a stento in piedi e lo seguì fino casa, poi lo uccise e lo sfigurò con la nitroglicerina. Alla notizia della sua morte, la moglie sospettò che fosse vera, sebbene Holmes le ricordasse il piano originale.
Non del tutto convinta, permise alla figlia quindicenne Alice di andare con lui per identificare il corpo del padre e permettergli di intascare i 10.000 dollari della polizza. Grazie a una cicatrice su un ginocchio e a un neo sul collo, il riconoscimento non destò dubbi. Holmes, dopo aver dato solo 500 dollari a Carrie, la persuase a lasciargli in custodia i tre figli e scomparve.

I detective dell’Agenzia Pinkerton lo inseguirono nei suoi svariati spostamenti, infine lo arrestarono a Boston, prima che si imbarcasse con la moglie per l’Europa.
Carrie Pitezel, dopo che gli rivelarono che il suo Benjamin era davvero morto e che i resti dei figli asfissiati con il gas erano stati trovati a Toronto, in Canada, raccontò alla polizia tutto quello che sapeva contro il dottore. Georgiana fece lo stesso, una volta che scoprì i due precedenti matrimoni del marito.

Scavando tra le macerie, gli investigatori portano alla luce gli orrori del Castello. La polizia di Chicago calcolò approssimativamente che dovevano esserci almeno 150 vittime, mentre Holmes, confessò al suo avvocato di aver ucciso 133 persone.

Processato nell'autunno del 1895, H.H. Holmes venne condannato a morte per 27 omicidi e fu impiccato il 7 maggio 1896. Riuscì prima a vendere per 10.000 dollari la storia della sua vita alla William Randolph Hearst Corporation.

Holmes prima di essere giustiziato ordinò al suo avvocato di far riempire la sua bara di cemento, temendo che il suo corpo venisse trafugato.
Il Wistar Institute di Philadelphia chiese di poter studiare il suo cervello e le offerte per acquistare il suo cadavere arrivarono a 5.000 dollari. L’avvocato, come concordato, respinse l’offerta.
Qualche anno dopo un nuovo incendio distrusse definitivamente il Castello degli Orrori.
H.H. Holmes: La Filmografia
Nonostante H.H. Holmes sia ricordato come Il primo serial killer americano, sono pochissime le pellicole ispirate alle sue vicende.
Tra queste le principali sono:

H.H. Holmes: America's First Serial Killer di John Borowski (USA, 2004)
Murder Hotel: The Story of America's First Serial Killer di David Monaghan (USA, 2005)


Sono nato con il diavolo in corpo. Non è colpa mia
se sono un assassino, non più di quanto al poeta sia
necessaria l’ispirazione per cantare...
Sono nato con il Maligno come padrino accanto al letto
ed è rimasto con me da allora.
H. H. Holmes



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