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LA PAURA HA DEGLI EFFETTI AUTO-AVVELENANTI (Mark Thurston)

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LA PAURA HA DEGLI EFFETTI AUTO-AVVELENANTI (Mark Thurston)

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Nov 03, 2009 5:15 am

Come pioniere nel movimento salutista ora definito olismo Edgar Cayce fu sensibile al modo in cui corpo, mente e spirito interagiscono durante la guarigione. I rimedi fisici soli non bastano. Le medicine migliori o gli aggiustamenti spinali più abili “non ce la fanno” del tutto se non viene fatto un lavoro guaritore di trasformazione contemporaneamente sulla mente e sullo spirito. Questo particolare reading, che enfatizza il ruolo che la paura può avere nel creare la malattia, è un caso eccellente per questo punto. Anche se le vostre sfide di salute non rassomigliano per nulla ai problemi del Sig. [5735], il consiglio psicologico qui potrebbe comunque essere applicabile.
Dei regimi di trattamento dettagliati caratterizzano la maggior parte dei readings di Cayce sulla salute, ma in questo c’è solo una singola formula di un tonico. L’essenza del messaggio sulla salute per il Sig. [5735] riguarda la necessità di cambiamenti psicologici e spirituali, in particolare in riferimento al superamento della paura. Infatti il tonico non doveva nemmeno essere preso “finché il sé non ha corretto il sé nell’avvelenare il sé con i rifiuti del proprio corpo.”
In apparenza questo uomo era esteriormente una persona piuttosto robusta, di aspetto sano. Viene descritto nel paragrafo 16 come qualcuno che aveva l’aspetto forte. Eppure gli effetti auto-avvelenanti della paura stavano causando una “tensione costante” e stavano minando la sua salute (“mangiando dalle stesse fondamenta di ciò che è manifestato fisicamente”). Era anche una persona di talenti e potenzialità particolari (vedi paragrafo 2), ma uno che non avrebbe mai realizzato quelle possibilità se le forze inconsce della paura avrebbero continuato a sabotare il suo benessere fisico.
Come diagnosticato in questo reading i problemi di salute del Sig. [5735] si manifestarono in modo estremamente acuto in un disordine del fegato e in una disfunzione generale del sistema eliminatorio. Questo era qualcosa che egli confermò in una lettera a Cayce circa una settimana dopo che il reading era stato dato: “Per quanto riguarda la mia condizione fisica al momento la descrizione è corretta. Circa 28 anni fa ho subito la febbre tifoidea che era parzialmente causata da una condizione precedente di esaurimento dovuta a qualche problema di fegato, poi a questo si aggiunse qualche trattamento sbagliato da un dottore studente all’ospedale che peggiorò il problema, causando un’eliminazione ancora più scarsa.”
Però la descrizione di Cayce delle cause per questi problemi ha poco a che fare con un attacco di febbre tifoidea o con il trattamento medico scadente di molti anni fa. Invece questo reading indica una causa psicologica: l’esistenza della paura che era così diffusa e potente da essere chiamata “paura nelle forze innate fisiche del corpo”. Questo è qualcosa di più serio del panico da palcoscenico, della paura dell’acqua o una delle innumerevoli fobie che affliggono la gente. In questo caso Cayce sembra riferirsi ad una condizione nell’anima che è così rovinosa da aver il potenziale di erodere lentamente ma costantemente la salute e la vitalità di qualcuno. Questo tipo di paura è un senso spirituale di essere tagliato fuori dal Creatore. E’ uno schema nella mente dell’anima basato sulla separazione e l’isolamento piuttosto che sull’unione e sulla relazione.
Il Sig. [5735] pensò di essere capace di immaginarsi velocemente da che cosa Cayce lo metteva in guardia. Collegò questi riferimenti di paura alla cattiva abitudine di essere ipercritico. In una lettera a Cayce pochi giorni dopo il reading egli scrisse: “Ho ricevuto il reading da Lei qualche tempo fa e La ringrazio dal fondo del mio cuore. L’ho esaminata ripetutamente, e quello che all’inizio è stato forse piuttosto difficile da capire mi è ora sempre più chiaro. Per esempio dove si dice che ho una ‘paura’ comprendo ora che è un risultato dell’atteggiamento che la mia mente ha assunto quando, come ‘riformatore’ (per quattro anni editore di un settimanale) , mi piaceva molto trovare dei difetti nelle organizzazioni religiose e nel campo politico. Quello ha reso la mia mente ‘acida’, e anche se il motivo può essere stato buono, ha avuto un effetto nocivo. Ora sono quindi arrivato alla conclusione di rendere questo una svolta per il meglio per me e gli altri.” Questi commenti riflessivi suggeriscono che egli aveva evidentemente la buona intenzione di cambiare i suoi progetti e di capovolgere la propria vita. Ma non possiamo fare a meno di concludere che i riferimenti di Cayce agli effetti paralizzanti, debilitanti della paura erano più seri che una disposizione “acida” che veniva dalla sua natura ipercritica, “riformatrice”. La paura era profonda e probabilmente inconscia per la maggior parte del tempo. Avrebbe dimostrato il suo viso indirettamente sotto forma di rabbia - a volte mirata verso altre persone, ma qualche volta verso se stesso. Il paragrafo 8 contiene questa essenza dell’analisi di Cayce della paura e del suo effetto sulla propria salute.
Qual è quindi l’antidoto, per il Sig. [5735] o per uno di noi la cui salute è minata da una paura profonda ? E’ improbabile che combatterla frontalmente funzioni. Infatti possiamo allarmarci tanto per ciò che le nostre paure inconsce possono farci che, a sua volta, la paura diventa un fattore ancora maggiore nella nostra psicologia personale. Forse la risposta è la psicoterapia; e senza dubbio, per alcune persone un consulente o uno psicologo abile può essere d’aiuto. Comprendere il problema è un inizio sul sentiero della guarigione, ma per superare la paura ci vuole anche un rimedio spirituale, secondo l’orientamento terapeutico di Cayce. Soltanto l’amore può veramente scacciare la paura. Soltanto sperimentando nuovamente l’interconnessione della vita - la sua unità - si possono sciogliere i nodi della paura nella mente umana. I consigli spirituali che Cayce offre al Sig. [5735] nel paragrafo 10 e poi nei paragrafi 15 - 17 formano il cuore del suo messaggio di guarigione a chiunque per cui la paura è un fattore nella creazione di problemi di salute.

Il Reading
Questo reading psichico, 5735-1, fu dato da Edgar Cayce nel suo ufficio, 115 West 35th Street, Virginia Beach, Va., questo 27 marzo 1928, in accordo con la richiesta fatta dal Sig. [5735]. Presenti: Edgar Cayce, Sig.ra Cayce, Conduttrice; Gladys Davis, stenografa. Sig. L.B.Cayce e il Dott. T.B. House. Il dott. e la Sig.ra Meredith entrarono circa a metà del reading.
1Gertrude Cayce: Darete un reading fisico, mentale e spirituale per questo corpo, con suggerimenti per il miglioramento di uno o tutti questi aspetti.
2 Edgar Cayce: Ora, troviamo che ci sono delle potenzialità insolite che circondano questo corpo, che venga considerato dal punto di vista degli attributi fisici, mentali o spirituali del corpo.
3 Con la condizione fisica del corpo troviamo che esistono quelle forze a cui si dovrebbe badare, o avvertimenti fatti come riferimento alle conseguenze di quelle condizioni se si permettesse loro di rimanere nel loro modo attuale di funzionamento; poiché attraverso queste c’è una tensione continua da sopportare che le reazioni fisiche non sopporteranno sempre, e l’utilità del corpo - mentalmente e spiritualmente - verrebbe ritardata, e non raggiungerebbe ciò che potrebbe essere compiuto attraverso l’esperienza fisica del corpo.
4 Vi sono molte condizioni da considerare nelle forze fisiche di questo corpo.
5 Uno degli ostacoli più grandi per il corpo è la paura. Non di altri; non della capacità mentale; non di ciò che il corpo desidera - bensì paura nelle forze innate fisiche del corpo; e mentre spesso la propria prospettiva sulla vita è alterata dalle condizioni del fegato o del sistema digerente, in questo particolare corpo - mentre queste condizioni esistono; cioè, ostacoli nel sistema digerente e particolarmente nelle eliminazioni che sono influenzate attraverso il sistema escretorio, specialmente nella mancanza delle secrezioni corrette che vengono dal fegato - per questo particolare corpo - (la paura produce degli effetti quasi altrettanto nocivi per questa particolare condizione fisica), da ciò che è stato sperimentato dalle relazioni del corpo fisico con quelli delle condizioni famigliari, e delle forze ambientali, che queste paure portano ciò che produce in questo corpo mentale altamente sviluppato (per quanto riguarda i nervi) - un effetto dannoso nel dare del suo meglio, o fisico o mentale, nell’applicazione della conoscenza posseduta dal corpo per il bene di se stesso.
6 Quindi, nel soddisfare i bisogni delle forze fisiche del corpo, questi verrebbero - necessariamente - presi in considerazione (questa paura).
7 Mentre può essere applicato per il corpo ciò che supererà fisicamente quelle deficienze, a meno che quella forza di base presente nella paura del corpo non venga rimossa queste tornerebbero certamente ad ostacolare nuovamente il corpo.
8 Come si vede anche nelle condizioni puramente fisiche che esistono negli arti inferiori - i piedi, la testa, la mancanza di corrette eliminazioni che sono evidenti nella condizione del cuoio capelluto, dell’occhio, nelle forze acustiche - tutti questi mostrano l’effetto, non tanto di difetti fisici della paura o del costante trattenimento nel sé di ciò che dà per così dire - dei veleni al sistema, attraverso ciò che si serba contro il sé e contro gli altri; poiché la paura crea la rabbia; la rabbia crea quello in un sistema che ostacola la digestione dando al sangue tali impulsi che la digestione corretta non è possibile nel sistema - o rancore o il desiderio di soccombere all’influenza di qualsiasi forza imponendo il sé agli altri, o la paura serbata come rancore verso un altro per una cosa intenzionale o non intenzionale sbagliata fatta contro il sé o altri.
9 Quindi, per affrontare le condizioni, questo deve essere scacciato interamente dal sistema - quindi aggiungi quello nel fisico che darà sollievo a queste condizioni, e troveremo un corpo forte costruito bene in ogni sua parte, dando quel canale attraverso il quale le forze mentali e spirituali che assistono questo corpo materiale possono manifestare gli elementi migliori e le forze migliori per il beneficio e il servizio del sé e degli altri.
10 Nello scacciarle sostituisci piuttosto il rancore, il desiderio e l’odio e le condizioni simili con l’amore del Maestro - proprio come il corpo ha proclamato e proclama, con le parole, agli altri - ma ha sempre sentito che tutta la comprensione non è stata nel sé; ma l’amore perfetto scaccia la paura, e l’amore perfetto è soltanto fondato in Lui che diede Se Stesso a riscatto per molti; che non pensò che fosse un furto essere uguale a Dio, ma non diede importanza a Se Stesso affinché potesse prendere su Se Stesso i peccati del mondo e mostrare all’uomo quella via accettabile perché l’uomo potesse, da sé, avvicinarsi a quel regno; e dato che venne trovato perfetto nel corpo e nella mente diventò uguale a quella forza creatrice che dà ad ogni uomo la possibilità di fuggire da se stesso !
11 E quando questa paura è stata scacciata aggiungi questo fisicamente al corpo:
Erba di Ambrosia (secca) ... 3 once, aggiunte a 16 once di acqua. Riduci sobbollendo (non bollendo) a mezza quantità. Filtra mentre è caldo e aggiungi:
Zucchero di barbabietola...4 once, disciolto in 1 oncia di acqua calda.
Poi aggiungi:
Alcol di grano...2 once, con balsamo di Tolu...2 dramme, mescolato in esso.
12 Mescola bene prima di prendere ogni dose, la quale dovrebbe essere mezzo cucchiaino dopo ogni pasto. Non prendere se il pasto non viene consumato. Non mangiare troppo. Non purgare il sé da quegli elementi che portano le condizioni migliori per il corpo attraverso le giuste eliminazioni nel sistema.
13 Non è necessario che queste cose vengano prese se il sé non ha corretto il sé nell’avvelenare il sé con i rifiuti del proprio corpo.
14 Nelle forze mentali del corpo, qui troviamo - come è stato dato - una capacità insolita di disseminazione; ma poco coordinamento con ciò che è stato ottenuto o conosciuto dal corpo. Questo sarebbe bene per il corpo considerarlo:
15 Che la Vita ha la sua continuità; e la Vita è tutto; e nessuna singola porzione della Vita è l’intero; poiché la Vita è ciò che è stato dato dallo Spirito; e l’Anima è l’individuo. Il mentale - che sia di una coscienza sensoria o della supercoscienza o della coscienza oggettiva - è il costruttore; e ciò che è costruito, che sia nel corpo fisico o nel corpo dell’anima, è il risultato.
16 Proprio come è stato dato al riguardo delle condizioni fisiche del corpo. Mentre il corpo, evidentemente, può avere l’apparenza di condizioni fisiche forti; eppure vi può essere, dentro, ciò che continua a consumare le fondamenta stesse di quello che viene manifestato fisicamente - e lo stesso con il corpo dell’anima, o il corpo mentale, che può essere così indirizzato - attraverso l’applicazione di ciò che è dato come il compagno dell’anima (la volontà) - da rendere l’individuo Tutt’Uno con il Tutto, o separarlo dal suo Creatore; poiché la Vita è il dono del Creatore, e si fa quella vita attraverso l’applicazione di quello che è conosciuto - non attraverso ciò che viene desiderato, ma ciò che è conosciuto - e nell’applicazione si giunge a ciò che dà le forze fisiche perfette, che ci si riferisca al corpo mentale o a quello materiale.
17 Nell’essenza spirituale l’entità ha quella capacità di sintonizzare il sé con molte coscienze. Sii guidato da ciò che porta il sé ad essere il servo di molti, nel modo che Lui diede che “Dio è Spirito e cerca che tale Lo veneri.” Ricordando in quello stesso modo che la vita è guidata da queste varie coscienze (e la volontà del sé controlla in ogni sforzo che si fa attraverso essa), il sé è in sintonia con la piena coscienza, oppure separa il sé - proprio come fu dato nei tempi antichi: “ Ho questo giorno messo davanti a te il bene e il male - Scegli tu chi vuoi servire !” Non dire, chi ascenderà in cielo per portarLo giù da basso ? oppure, chi scenderà nelle profondità ? poiché Dio vive in te, anche nel tuo stesso sé, e la mia volontà, il mio Spirito, è testimone del Tuo Spirito - non di qualcun altro ! Il tuo Spirito ! se hai scelto, scegli o sceglierai ciò che metterà il tuo stesso sé in sintonia con quel Tutto.
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