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I poteri latenti dell'uomo

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I poteri latenti dell'uomo Empty I poteri latenti dell'uomo

Messaggio Da Angelodiluce il Sab Giu 12, 2010 2:51 am

Fin nei più remoti annali della storia, troviamo uomini e donne eccezionali, capaci di penetrare il lato occulto (nascosto) della Natura – per ricavarne informazioni utili o predizioni, di assoggettare gli elementi o fare operazioni magiche, di guarire i loro simili o stregarli per nuocer loro, di alzarsi in aria o cadere in estasi per comunicare con qualche potenza Divina, profetizzare, ecc.[/size]

Per molto tempo soprattutto in Occidente, non si sono avute le idee molto chiare sull’origine e lo sviluppo di questi sorprendenti poteri. Sia che fossero innati nell’individuo o che, al contrario, fossero comparsi a seguito di una lunga ascesi religiosa, li si è considerati soprannaturali; manifestati dai Santi o dai Profeti, erano considerati “doni di dio” e producevano dei “miracoli”, mentre, nelle persone ordinarie la loro origine Divina veniva spesso contestata: si evocava per lo più l’opera del demonio, perché tutto ciò che non serviva il divino era in odore di stregoneria, in quest’ambito che sembrava così estraneo a quella debole creatura umana che la religione dipingeva.


In Oriente, invece, si sapeva da tempo che tutti questi poteri, e ben altri ancora, erano latenti in tutti gli uomini e perfino che si potevano sviluppare con un lungo addestramento: da più di 2 millenni, gli Aforismi dello Yoga di Patanjali ci danno delle coerenti indicazioni in questo senso, con un ventaglio molto ampio di questi poteri chiamati siddhi in sanscrito.

Ma si è dovuti arrivare al XIX° secolo perché la Teosofia apportasse gli elementi decisivi per rivoluzionare in profondità la comprensione del gran pubblico; dal 1877, ISIDE SVELATA, il primo libro di H.P.Blavatsky affermava:

“Non vi è miracolo e, parallelamente, la parola soprannaturale dovrebbe essere bandita, perché tutti i fenomeni, per quanto straordinari, procedono da leggi che regolano i meccanismi della Grande Natura su tutti i suoi piani, visibili ed invisibili. E la Società Teosofica, fondata da M.me Blavatsky nel 1875, ha giustamente come Terzo Scopo lo studio approfondito dei poteri latenti, psichici e spirituali, nell’uomo.

Fin dall’esordio della sua azione pubblica, H.P.Blavatsky, si è dedicata a spiegare i fatti dello spiritismo, a svelare quanto poteva essere rivelato dall’occultismo, in modo da gettare le basi per un autentica filosofia esplicativa e aprire la strada ad un approccio scientifico di tutte le manifestazioni “meravigliose”.

Quando la Society for Psichical Research (Società di ricerche psichiche) venne fondata a Londra il 20 febbraio 1882, fu fissato un programma che corrispondeva molto strettamente al Terzo Scopo della Società Teosofica: Mme Blavatsky offrì l’aiuto e l’assistenza della Theosophical Society per aiutare nelle necessarie investigazioni; contemporaneamente suggerì di estendere le attività di ricerca su scala mondiale, con questo proposito:

“Mettiamo tutto in opera per fare, su un piano internazionale, piuttosto che locale, una ricerca approfondita sul più importante di tutti i soggetti di studio umano, la Psicologia.

Ben inteso, H.P.Blavatsky non escludeva da questo studio i poteri realmente spirituali dell’Anima umana, dei quali una completa psicologia dovrebbe anche tener conto.

Il grande slancio sorto nel XIX° secolo si è sviluppato fortemente per far nascere una nuova branca della scienza – la Parapsicologia – ma questa, nelle mani dei ricercatori moderni, non esce dal campo psichico.

Con lo sviluppo della scienza, i fatti parapsicologici debitamente constatati, tendono anzi ad essere spiegati in un quadro più materialista che spirituale.

Per contro, la grande attrattiva verso metodi di sviluppo della personalità e dei poteri latenti attraverso “l’insegnamento” di sedicenti maestri, può essere molto pericolosa. Chiunque può sentirsi qualificato per risvegliare il “potere misterioso di Kundalini” che gli aprirà le porte dell’infinito: “Perché privarsene visto che la possibilità è lì e “competenti guide” ( a quanto essi stessi dicono) sono pronte a mostrare la strada …a suon di soldini, come ovvio.”

Dal punto di vista della Teosofia, questa situazione è estremamente pericolosa a causa, da un lato, dell’ignoranza dei “profeti” attuali in ciò che concerne le leggi del mondo astrale e, dall’altro, del motivo per lo più egoistico che spinge gli individui su questa strada.

NON SI ENTRA IMPUNEMENTE NEI LABORATORI DELLA NATURA SENZA UNA VERA ISTRUZIONE PRELIMINARE E SENZA UNA GUIDA VIGILE E RESPONSABILE.

Questo grido d’allarme è stato più volte ripetuto da H.P.Blavatsky nei suoi scritti.

A meno di cambiare radicalmente ottica, l’uomo del XXI° secolo non può capire veramente il problema dei poteri latenti, psichici e spirituali, né misurare la natura e l’estensione dei rischi che corre cercando di sviluppare prematuramente i primi, senza aver prima accordato ai secondi l’attenzione che il loro risveglio meriterebbe.



Dopo quanto detto, si comprende chiaramente che i poteri latenti devono essere raggiunti solo attraverso una vita pura e spirituale.

Le tecniche di sviluppo, non fanno altro che "inserire" in un "contenitore" impreparato ciò che dovrebbe essere donato solo a colui che ne è degno, con le conseguenze relative.

Quindi, bisogna prima concentrarsi sul lavoro su se stessi e poi, di conseguenza, accogliere ciò che ne deriva.










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