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Messaggio Da Angelodiluce il Mar Apr 20, 2010 3:15 am

Un fenomeno in crescita. I Paesi industrializzati a rischio
PUn serial killer ogni milione di abitanti. Quello degli omicidi seriali è un fenomeno in forte crescita. Si calcola infatti che dal 1960 ad oggi i casi nel mondo siano raddoppiati.
Attualmente in Italia ci sono 50 serial killer in stato di arresto e 30 in azione.

Il fenomeno serial killer è più diffuso nei Paesi industrializzati. Gli Stati Uniti detengono il primato dei serial killer, con il 60 per cento dei casi.
Seguono l'Inghilterra con il 5,53 per cento, l'Italia con il 5,26 per cento, la Francia con il 3,55 per cento, la Germania con il 3,55 per cento, la Russia con il 2,37 per cento, il Sud Africa e la Cina con l'1,84 per cento, il Messico con l'1,64 per cento, l'Australia con l'1,32 per cento, l'Ungheria con l'1,05 per cento. Seguono il Canada, il Giappone, il Brasile, l'Austria e altre nazioni con meno dell' un per cento.

Nel 72 per cento dei casi, il serial killer agisce da solo, nel 16 per cento in gruppo e nel 12 per cento in coppia.
Nel 90 per cento dei casi l'omicida seriale è un uomo. Le vittime "preferite" dei serial killer uomini sono giovani donne-prostitute, oppure che vivono o viaggiano da sole. Altre categorie a rischio sono quelle dei gay, dei preti e delle suore.

C'è una sostanziale differenza tra uomini e donne nell'uso delle armi. Infatti mentre gli uomini prediligono le armi da fuoco (36,33 per cento), la maggior parte dei serial killer donne uccidono avvelenando la vittima (65,97 per cento). Questa differenza sta ad indicare un maggior coinvolgimento fisico da parte dei killer uomini rispetto alle donne.
Le altri armi utilizzate dagli uomini sono lo strangolamento, il soffocamento e l'annegamento (28,28 per cento), le armi bianche - coltelli, baionette, bastoni - (17,60 per cento). Gli avvelenamenti rappresentano solo il 9 per cento di tutti i delitti commessi, ma sono i preferiti dalle donne. Seguono lo strangolamento, il soffocamento o l'annegamento della vittima (13,19 per cento) e l'omicidio con armi da fuoco (11,80 per cento). Solo il 3, 47 per cento delle donne killer usa armi bianche. Il 4,86 per cento delle donne uccide anche con maltrattamenti e con la malnutrizione, modalità scelta solo dal 0,75 degli uomini killer.

Per ciò che riguarda le professioni dei serial killer, al primo posto ci sono i disoccupati e i senzatetto (18,52 per cento), coloro che svolgono mestieri di basso livello (18,02 per cento), medici e infermieri (12,52 per cento). Solamente nello 0,12 per cento dei casi i serial killer sono dei bambini.
In genere i serial killer provengono da famiglie disgregate. Nel 21 per cento dei casi infatti hanno avuto un'infanzia traumatica; nel 16 per cento dei casi sono figli illegittimi; nel 10 per cento dei casi il padre era violento, nel 5 per cento dei casi lo era la madre.

Marianna Balfour/Grandinotizie.it/15 marzo 2001 ore 13:00
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