Angelodiluce Illuminazione
Entra a far parte del forum Angelodiluce.
Ora puoi visullizzare solo una parte del forum, il resto dopo esserti iscritto e presentato
Ciao, ti aspettiamo
Cerca
 
 

Risultati per:
 


Rechercher Ricerca avanzata

Pagerank
Page Rank Checker Button
Partner


Bookmarking sociale

Bookmarking sociale digg  Bookmarking sociale delicious  Bookmarking sociale reddit  Bookmarking sociale stumbleupon  Bookmarking sociale slashdot  Bookmarking sociale yahoo  Bookmarking sociale google  Bookmarking sociale blogmarks  Bookmarking sociale live      

Conserva e condividi l'indirizzo di Angelodiluce Illuminazione sul tuo sito sociale bookmarking

Conserva e condividi l'indirizzo di Angelodiluce Illuminazione sul tuo sito sociale bookmarking

google
Ricerca personalizzata
traduttore

Edgar Cayce: La Meditazione

Andare in basso

Edgar Cayce: La Meditazione Empty Edgar Cayce: La Meditazione

Messaggio Da Angelodiluce il Gio Nov 12, 2009 1:36 am

La meditazione, quindi, è preghiera, ma preghiera dal di dentro del sé
interiore, e non fa soltanto parte dell’uomo interiore fisico ma dell’ anima
che viene risvegliata dallo spirito dell’uomo dal di dentro.
Bene, questo lo consideriamo dall’interpretazione individuale, nonché
dall’interpretazione di gruppo; o meditazione individuale e di gruppo.

Come è stato dato, ci sono delle condizioni definite che sorgono dal di
dentro nell’uomo interiore quando un individuo entra nella meditazione vera
e profonda. Avviene una condizione fisica, ha luogo un’attività fisica! Che
agisce attraverso che cosa? Attraverso ciò che l’uomo ha scelto di chiamare
l’immaginativo o l’impulsivo, e le fonti dell’impulso vengono destate
escludendo il pensiero che riguarda le attività o gli attributi delle forze
carnali dell’uomo.

Questo è vero, sia che lo consideriamo dal punto di vista del gruppo o da
quello individuale. Allora i cambiamenti hanno luogo in modo naturale quando
vi è il risveglio di quegli stimoli all’interno dell’individuo che ha dentro
di sé la sede della dimora dell’ anima, dentro il corpo individuale
dell’entità o uomo, e poi questo appartiene all’individualità piuttosto che
alla personalità.

Se è stato stabilito il segno (segno significa qui l’immagine che viene
evocata dall’individuo nella sua forza immaginativa e impulsiva) in tal modo
da prendere la forma dell’ideale che l’individuo mantiene come suo criterio
al quale elevarsi, dentro l’individuo nonché verso tutte le forze e poteri
che vengono esaltate o che devono essere esaltate nel mondo dall’esterno,
allora l’individuo (o l’immagine) porta il segno dell’Agnello, o il Cristo,
o il Sacro, o il Figlio o uno dei nomi che possiamo aver dato a ciò che
permette all’individuo di entrare attraverso esso nella presenza stessa di
ciò che è la forza creativa dentro l’individuo stesso—Chiaro?

Alcuni hanno talmente oscurato se stessi per mezzo degli abusi degli
attributi mentali del corpo da fare degli sfregi piuttosto che un segno,
così che dentro di loro può sorgere soltanto un’immagine imperfetta che non
può elevarsi più in alto del risveglio dei desideri carnali nel corpo
individuale. Stiamo parlando individualmente, si intende; non l’abbiamo
alzata fin dove può essere diffusa, perché ricordate che si innalza dalle
ghiandole note nel corpo come le lyden, o alle lyden (Leydig) e attraverso
le forze riproduttive stesse che sono l’essenza stessa della Vita in un
individuo—chiaro?

Perché queste funzioni non raggiungono mai quella posizione o posto da non
continuare a secernere ciò che determina virilità in un corpo fisico
individuale. Ora stiamo parlando delle condizioni dall’esterno e
dall’interno!
Lo spirito e l’ anima è nel suo rivestimento o nel suo tempio dentro il
corpo dell’individuo—chiaro? Quando allora questa immagine si risveglia si
innalza lungo ciò che è noto come la Via Appia, o il centro pineale, fino
alla base del cervello, affinché possa essere diffusa a quei centri che
danno attività all’insieme dell’essere mentale e fisico.

Si innalza quindi all’occhio nascosto nel centro del sistema cerebrale o si
avverte nella parte frontale della testa o nel posto proprio sopra la vera
faccia—o il ponte nasale, chiaro?
Non fatevi confondere dai termini che usiamo necessariamente per dare
l’esatta collocazione delle attività di queste condizioni negli individui
per poter chiarire questo agli individui.

Quando allora un individuo entra nella meditazione profonda:

E’ stato trovato attraverso i secoli (gli individui hanno trovato) che è
necessaria l’auto-preparazione (per loro). Per alcuni è necessario che il
corpo venga purificato con dell’ acqua pura, che si respiri in un certo
modo, che ci possa anche essere un equilibrio nell’insieme del sistema
respiratorio, che la circolazione si normalizzi nel suo flusso attraverso il
corpo, che certi o specifici odori producano quelle condizioni ( o conducano
a produrre le condizioni) che calmano o stimolano l’attività in certe parti
del sistema, che le fonti più carnali o più materiali vengano scartate, o
che l’insieme del corpo venga purificato, in modo che la purezza del
pensiero, quando sorge, abbia meno contro cui operare quando diffonde ciò
che dà a tutto il sistema, quando si alza attraverso l’insieme di questi
centri, stazioni o posti lungo il corpo.

Queste cose sicuramente contribuiscono, come fanno anche certi incantesimi,
come la monotonia di certi suoni, come lo scandire di certi toni, campane,
cembali, tamburi o vari tipi di pelle...

Così, a tutti si può dare:

Trovate quello che per voi stessi è il modo più sicuro per la vostra
coscienza di purificare corpo e mente, prima di tentare di entrare in
meditazione, per evocare l’immagine di ciò attraverso cui state cercando di
conoscere la volontà o l’attività delle Forze Creative; perché nella
meditazione evocate una creazione effettiva che ha luogo nel sé interiore!

Quando si ha trovato ciò che per sé purifica il corpo, sia questo
l’astenersi da certi cibi o da certe frequentazioni (o uomo o donna) o da
quei pensieri e attività che impedirebbero ciò che deve essere evocato dal
trovare la sua piena portata di espressione nell’uomo interiore (uomo
interiore o individuo interiore, uomo o donna, intendendo in questo senso
quei sensi radiali dai quali, o centri dai quali, tutti gli organi fisici,
gli organi mentali, ricevono i loro stimoli per l’attività), vediamo
prontamente come quindi, nella meditazione, (quando si ha così purificato il
sé) quella guarigione di ogni tipo e natura può essere diffusa sulle ali del
pensiero...

E’ senza la purificazione che l’ingresso in questa trova ogni tipo o ogni
forma di disastro o di dolore o di ogni dis-agio di ogni specie. E’ quindi
quando i pensieri o quando le purificazioni delle meditazioni di gruppo sono
in conflitto che tali meditazioni invitano le forze superiori evocate nel sé
per la manifestazione e portano quelle condizioni che o avvicinano di più
uno all’altro o determinano ciò che oscura (sconvolge?) molto nelle
esperienze degli altri; perciò brevi meditazioni di gruppo con un pensiero
centrale intorno a qualche idea individuale, o in parole, incantesimi o
seguendo il discorso di qualcuno che è sincero nelle capacità, negli sforzi
o nei desideri di evocare un’attività cooperativa nelle menti sarebbero
migliori.

Quindi, come formula—non l’unica, s’intende—per un individuo che vorrebbe
entrare in meditazione per se stesso, per gli altri: Pulite il corpo con
dell’ acqua pura. Sedetevi o giacete in una posizione comoda senza abiti
stretti intorno al corpo. Inspirate attraverso la narice destra per tre
volte ed esalate attraverso la bocca. Inspirate per tre volte attraverso la
narice sinistra ed esalate attraverso quella destra.

Poi, o con l’aiuto di musica a basso volume o con l’incantesimo di ciò che
trasporta il sé più in profondità—più in profondità—a vedere, percepire,
sperimentare quell’immagine nelle forze creative dell’amore, entrate nel
Sancta Sanctorum .
Man mano che il sé sente o sperimenta l’evocazione di questa (immagine),
vedetela diffusa attraverso l’occhio interiore (non l’occhio carnale) verso
ciò che porterà una comprensione più grande per affrontare ogni condizione
nell’esperienza del corpo.

Allora ascoltate la musica che viene fatta quando ogni centro del vostro
corpo risponde a quella nuova forza creatrice che viene diffusa attraverso
il suo proprio canale; e troveremo che un po’ per volta questo ‘entrare
dentro’ permetterà al sé di rinnovare tutto il necessario—in Lui.

Dapprima, pulite la stanza; pulite il corpo; pulite ciò che vi circonda, nel
pensiero, nel fatto! Non avvicinatevi all’uomo interiore o al sé interiore
con un rancore o con un pensiero poco gentile nei confronti di qualsiasi
uomo! O altrimenti lo fate per la vostra stessa rovina prima o poi!
Preghiera e meditazione: la preghiera è lo sforzo combinato della coscienza
fisica per mettersi in sintonia con la coscienza del Creatore, o
collettivamente o individualmente.

La meditazione è svuotare il sé da tutto ciò che impedisce le forze creative
dal salire lungo i canali naturali dell’uomo fisico da essere diffuse
attraverso quei centri e quelle fonti che creano le attività dell’uomo
fisico, mentale, spirituale; fatta correttamente deve rendere più forti
mentalmente, fisicamente, perché non è stato dato che Egli camminò nel
vigore di quel cibo ricevuto per molti giorni?

Non è stato dato da Lui che ci ha mostrato la Via: “Ho avuto del cibo che
voi non conoscete” (Giovanni 4:32)? Come noi ci esauriamo, così si esaurisce
la totalità dell’uomo—fisicamente e mentalmente--, ma quando entriamo nel
silenzio, quando entriamo nel silenzio della meditazione, con le mani
pulite, con un corpo pulito, una mente pulita, possiamo ricevere quella
forza e quel potere che si addice ad ogni individuo, ogni anima, per una
maggiore attività in questo mondo materiale.

“Non temete, sono Io” (Marco 6:50). Assicuratevi che sia Lui che adoriamo,
che evochiamo nel nostro sé interiore per la disseminazione; perché, come
Egli diede: “Dovete mangiare del mio corpo; dovete bere del mio sangue”
(Prima Lettera ai Corinzi 11:24-24). Evocare quindi nel sé interiore
quell’immagine del Cristo, l’amore della coscienza di Dio, vuol dire
purificare il corpo tanto da sbarrarlo contro tutte le forze che sarebbero
di ostacolo in qualunque maniera.
Siate puliti, in Lui. 281-13

D- Per favore spiegate i passi che dovrei fare nella meditazione.
R- In qualunque modo quello che per la tua propria coscienza è una
purificazione del corpo e della mente...Sia questo lavare il corpo con l’
acqua, purgarlo con oli o circondarlo di musica o incenso. Ma fa ciò che la
tua coscienza di indica...Quindi, meditando su ciò che è l’ideale più alto
dentro di te, alza le vibrazioni dalla tua coscienza inferiore attraverso i
centri del tuo corpo al tempio della tua mente, il tuo cervello, l’occhio
che è singolo nello scopo; o alle forze ghiandolari del corpo come l’Occhio
Singolo. Poi ascolta—ascolta. 826-11

(Le vibrazioni circolari sperimentate durante la meditazione)
spiritualizzate sono le emanazioni che possono essere emesse come onde del
pensiero, come una forza nell’attività dell’influenza universale o cosmica,
e così avere il loro effetto su coloro verso i quali vengono indirizzate per
mezzo della forza suggestiva...

(Nella meditazione) quando si è in grado di alzare in se stessi tali
vibrazioni così da passare attraverso l’intero corso degli attributi delle
armonie fisiche alla forza o al centro di disseminazione, o l’Occhio, allora
il corpo dell’individuo diventa un magnete che può (se usato correttamente)
portare la guarigione agli altri imponendo le mani.

D- Si dovrebbe permettere che segua l’incoscienza?
R- L’incoscienza è una conseguenza naturale fisica, a meno che la radiazione
non sia passata in qualche altra forza per alzarla o per aiutarla.

D- Come si può dirigere la vibrazione che culmina nella testa verso colui
che si vorrebbe aiutare?
R- Col pensiero. (Ora stiamo parlando di un’attività spirituale puramente
meccanica, metafisica che avrebbe luogo.) 281-14

D- Perché non ho maggiore successo con la meditazione?
R- Spesso troviamo che l’attività individuale diventa così personale anche
nella meditazione che si cerca che questo o quello, che può essere stato
riportato di essere successo a qualcun altro, debba essere il modo in cui
succede per se stessi. E in questo modo viene tagliato via, viene costruito
la barriera che impedisce che il vero sé interiore sperimenti. 705-2

(Nella meditazione) non aprire mai il sé, amico mio, senza circondare il sé
con lo spirito del Cristo, affinché tu possa essere sempre protetto. 440-8

(La sfera di cristallo) è un mezzo di concentrazione per coloro che si
lasciano possedere o che lasciano che la loro attività spirituale si
centralizzi attraverso l’innalzamento di quelle forze attivanti nel corpo
fisico note come centri attraverso i quali la concentrazione e la
meditazione viene accentuata dallo sforzo concentrato su qualsiasi cosa che
le cristallizzi in attività. Un mezzo per alcuni. Piuttosto, come è stato
dato, lasciate che la prova venga da ciò che può essere visto come una
visione nel sé. 254-71

D- Qual è il mio tempo migliore per la meditazione?
R- Come sarebbe per tutti, dalle due alle tre del mattino. 462-8

D- (Qual è la polarità migliore per questo corpo) quando medita?
R- Rivolto verso est, senza dubbio. 2072-12

Per questo corpo—non per tutti—gli odori avrebbero molto a che fare con la
capacità dell’entità di meditare...Lascia che la mente si sintonizzi, per
così dire, con quell’incenso orientale per mezzo del canticchiare;
producendo quei suoni di o-o-o-ah-o-o-o; non da diventare monotono, ma
‘senti’ l’essenza dell’incenso attraverso le forze del corpo nel loro
movimento corporeo. Questo aprirà le forze kundalini del corpo. 2823-3

Chiavi per la Meditazione (Mark Thurston)

Spesso bisogna mettere insieme le informazioni da molti diversi readings di
Cayce per avere un quadro comprensibile di qualche argomento. Per esempio,
solo studiando diverse decine di readings sull’interpretazione dei sogni si
riesce ad avere un’idea sull’orientamento di Cayce nei confronti del lavoro
sui sogni. Similmente la storia dell’antico Egitto emerge se si mettono
insieme i pezzi di centinaia di readings sulla vita.

Però nel caso della meditazione siamo fortunati ad avere un singolo reading
che illustra eloquentemente un approccio a questa disciplina spirituale
cruciale. E’ vero che ci sono altri readings che aggiungono dettagli
importanti, ma questo discorso, dato come parte del Congresso A.R.E. del
1939 contiene i punti essenziali per una vita meditativa efficace. Le
seguenti sette parole e frasi sono le chiavi:

- anima
- sintonizzazione
- desiderio di conoscere
- purificazione
- centri spirituali
- credere
- fiducia e applicazione

La meditazione viene presentata come un’attività dell’ anima umana, anche se
molte persone dubitano dell’esistenza di tale cosa. Ma il paragrafo 9
presenta la prova che dovrebbe convincere chiunque che siamo di più che solo
un corpo fisico governato da leggi meccaniche. Siamo in grado di immaginare
che le cose possano essere migliori; abbiamo una vita interiore di
aspirazioni e moralità.

Tutto questo dovrebbe essere un’indicazione convincente che trascendiamo il
nostro corpo fragile, mortale. La meditazione è un’attività in cui ci
colleghiamo coscientemente con il lato senza tempo, senza limiti di noi
stessi.
Sintonizzazione è un’altra chiave. Molti credono che la definizione più
bella mai data in un reading di Cayce della parola meditazione sia qui il
breve paragrafo 8, una definizione in cui la sintonizzazione è il punto
focale. La definizione comincia con una distinzione fra la vera meditazione
e altre forme di coscienza rilassata, alterata.

Sia “riflettere” sia “sognare a occhi aperti” può essere un modo produttivo
per giungere ad un’introspezione creativa (molto simile a ciò che Carl Jung
chiamò “immaginazione attiva”), ma la meditazione è qualcosa di diverso. E’
più indirizzata, più cosciente e più intenta ad un allineamento immediato
dei nostri tre componenti essenziali: corpo, mente e spirito. Infatti
un’aggiunta alla breve definizione di paragrafo 8 si trova nel paragrafo 10,
dove l’influenza sintonizzante, allineante è connessa al nostro desiderio di
conoscere il nostro Creatore.

In alcune tradizioni religiose il desiderio viene descritto come
problematico, proprio la caratteristica che ci tiene lontani
dall’illuminazione. Nella filosofia di Cayce il desiderio può operare in
entrambi i modi - a volte ci tiene legato al passato e ai schemi karmici, ma
altre volte come il desiderio di sperimentare la verità. E’ questo
potenziale liberatore del desiderio che agisce come una delle chiavi alla
meditazione. Le parole del paragrafo 10 risuonano nel paragrafo 23:
“attraverso il desiderio di conoscere Lui per prima cosa.”

Purificazione è un’altra chiave, la base dell’approccio o della tecnica.
Certe condizioni ci impediscono la sintonizzazione, ed è attraverso i metodi
di purificazione che mettiamo da parte queste cose e facciamo emergere uno
stato più naturale - uno stato di sintonizzazione. Ma che cosa significa
purificarsi? La risposta è, naturalmente, notevolmente diversa per ogni
persona. Ad un livello fisico può significare rendere il proprio corpo più
sano attraverso alimentazione, esercizio e pulizia interiore.

Ad un livello psicologico si riferisce senza dubbio alla necessità di
sbarazzarsi di risentimenti, paure, dubbi o frustrazioni particolari. Come
lo formula un altro reading di questa stessa serie: “La meditazione è
svuotare il sé da tutto ciò che impedisce le forze creatrici dal sollevarsi
lungo i canali naturali dell’uomo fisico...” (281-13) Quel “vuotare il sé” -
non importa quale forma possa prendere - è la purificazione.

Collegato alla purificazione del corpo fisico e di quello mentale è il
concetto dei sette centri spirituali che creano un nesso diretto con il
corpo spirituale e con la coscienza superiore. Vi sono dei “contatti fisici
nel tuo stesso corpo con la tua stessa anima, la tua stessa mente”
(paragrafo 22). Dapprima menzionati nel paragrafo 14, questi sette centri (o
chakra, come sono noti nelle tradizioni religiose orientali) sono i riflessi
di sette aspetti della vita umana e delle sue potenzialità.

Il principio dei centri spirituali è una chiave alla meditazione, perché
dimostra che ognuno di noi è stato “costruito” in tal modo che il contatto
diretto con il regno spirituale non solo è possibile ma anche del tutto
naturale. Eppure, malgrado l’utilità delle chiavi alla meditazione già
illustrata, molti dubitano la propria capacità di meditare con successo.

Essi si preoccupano del fatto che il contatto diretto con il lato spirituale
della vita sia qualcosa che accadeva ai personaggi dei tempi biblici, ai
saggi dell’oriente o ai mistici nei conventi del Medio Evo, ma non alla
persona media del ventesimo secolo tecnologico e scettico.

Non è sorprendente che un’altra delle chiavi di Cayce alla meditazione sia
la necessità di credere. Il paragrafo 19 lo dice in modo conciso: Se volete
meditare, se volete conoscere la vostra propria anima, allora dovete prima
credere che ci sia davvero un mondo spirituale e un Creatore. Senza quella
base non può succedere granché. Il proprio progresso nell’approfondire
l’esperienza della meditazione può svolgersi piano piano - c’è una curva di
apprendimento proprio come con ogni mestiere (vedi paragrafo 12) - ma il
processo non può nemmeno avviarsi senza l’apertura resa possibile dalla
fede.

Infine, questo reading ci ricorda l’importanza della fiducia e
dell’applicazione. Confidate che una nuova comprensione, introspezione e
guida possano essere sottoprodotti della meditazione regolare. “...venite
con il cuore aperto, indagatore, contrito, desiderosi di farvi indicare la
via.” E quando questo aiuto arriva dobbiamo aver fiducia in esso - “non
voltare la faccia dall’altra parte” - e metterlo in pratica. Questa chiave
finale ci ricorda che la meditazione non è solo stare seduti immobili nel
silenzio per 10 o 20 o 30 minuti. La meditazione è un modo di vivere, un
modo di essere nella vita quotidiana che applica la calma, la visione e la
comprensione che è stata raggiunta.

Il Reading

Questo reading psichico, 281-41, fu dato da Edgar Cayce all’Hotel Warner, 34
& Ocean, Virginia Beach, Virginia, il 15 giugno 1939 (Quando Libro I, A
Search For God [Alla Ricerca di Dio] venne pubblicato nel 1942 questo
reading fu incluso nel capitolo sulla Meditazione.).
Presenti: Edgar Cayce; Gertrude Cayce, conduttrice; Gladys Davis,
stenografa; Hugh Lynn Cayce e membri locali, ecc.

1-Gertrude Cayce: Avrete davanti a voi quelli che sono riuniti qui, i quali
richiedono informazioni sulla meditazione utili a loro e ad altri.

2- Edgar Cayce: Nella mente di molti vi è poca o nessuna differenza fra
meditazione e preghiera. E vi sono riuniti molti qui che, attraverso i loro
studi di varie forme, hanno idee molto precise sulla meditazione e la
preghiera.

3-Ci sono altri che non se ne curano se ci sono cose come la meditazione,
bensì dipendono da qualcun altro che pensi per loro, oppure che sono
soddisfatti che le circostanze facciano il loro corso- e sperano che un
giorno o l’altro, in qualche luogo, le condizioni e le circostanze si
aggiustino in tale modo che la loro sorte sarà la migliore possibile.

4-Eppure, per la maggioranza di voi, ci deve essere qualcos’altro - qualche
desiderio, qualcosa che vi abbia spinto in un modo o nell’altro a cercare di
essere qui ora, affinché possiate cogliere qualcosa da una parola, da
un’azione, che vi dia speranza o che vi renda più contenti della vostra
sorte attuale, o per giustificarvi nella direzione che state seguendo.

5-Ad ognuno di voi vorremmo quindi dare una parola:

6-Voi tutti vi trovate confusi a volte sulla domanda da dove venite e dove
state andando. Vi trovate con dei corpi, con delle menti - non tutti belli,
non tutti puliti, non tutti puri dal vostro stesso punto di vista o da
quello del vostro vicino. E ce ne sono molti che si preoccupano di più
dell’aspetto esteriore che di ciò che consiglia il cuore nella sua attività
o nella sua ricerca.

7-Ma, voi chiedete, che cosa ha questo a che fare con la Meditazione? Che
cosa è la Meditazione?
8-Non è essere assorti nei pensieri, non è sognare ad occhi aperti; ma dato
che trovate che i vostri corpi sono costituiti del fisico, del mentale e
dello spirituale, è il sintonizzare il corpo mentale e il corpo fisico con
la sua fonte spirituale ...

9-Molti dicono che non avete la consapevolezza di avere un’ anima - eppure
il fatto stesso che sperate, che avete un desiderio per delle cose migliori,
il fatto stesso che siete in grado di essere dispiaciuti o contenti indica
un’attività della mente che si impadronisce di qualcosa che non è temporaneo
per natura - qualcosa che non svanisce con l’ultimo respiro tirato, ma che
si impadronisce delle fonti stesse del suo inizio - l’ anima - ciò che fu
fatto nell’immagine del vostro Creatore - non il corpo, no - non la vostra
mente, bensì la vostra anima fu fatta nell’immagine del vostro Creatore.

10-Quindi è la sintonizzazione dei vostri attributi fisici e mentali che
cercano di conoscere i rapporti con il Creatore. Quella è la vera
meditazione.
11-Come fate ad effettuarla? Come vi accingereste come individui ad imparare
a meditare?
12-Perché dovete imparare a meditare—proprio come avete imparato a
camminare, a parlare, a fare con tutti gli attributi fisici della vostra
mente paragonati ai rapporti con i fatti, le attitudini, le condizioni, gli
ambienti di ciò che vi circonda tutti i giorni.

13-Ci deve quindi essere un contatto cosciente con ciò che è una parte del
vostro corpo fisico, del vostro corpo mentale con il corpo della vostra
anima o la vostra supercoscienza. I nomi indicano che le avete dato misure e
limiti, mentre l’ anima è senza limiti - ed è rappresentata da molti mezzi o
misure o maniere nelle espressioni nella mente di ognuno di voi.

14-Ma ci sono dei contatti fisici che l’anatomista non trova, o coloro che
cercano immaginazioni o le menti. Eppure si trova che all’interno del corpo
ci sono dei canali, ci sono dei dotti, ci sono delle ghiandole, ci sono
delle attività che eseguono nessuno sa che cosa! In un essere vivente,
movente, pensante. In molti individui tali (attività) si assopiscono. Molte
si sono atrofizzate. Perché?

Non-uso, non-attività! perché solo i desideri dell’appetito, dell’indulgere
ai piaceri e cose del genere hanno nascosto o consumato le capacità in
questa direzione tanto da diventare, per così dire, materiale di scarto
nella vita spirituale di un individuo che ha in quel modo abusato di quelle
capacità, o le ha usate male, che gli sono state date per l’attività
maggiore.

15-Quindi purificate la mente se volete meditare. Come? Dipende da ciò che è
il vostro concetto di purificazione! Significa per voi un mescolamento con
un sacco di altre cose, o un mettere da parte il sé, un lavaggio con l’
acqua, una pulizia o un purificare con il fuoco o che altro?
16-Qualunque sia il vostro concetto, siate fedeli al vostro sé interiore.
Vivete quella scelta che fate - fatelo! non ditelo semplicemente, bensì
fatelo!

17-Purificate il vostro corpo. State lontani dalle preoccupazioni del mondo.
Pensate a quello che fareste perché Dio vi incontrasse a quattr’occhi. “Ah”,
voi dite, “ma molti non sono in gradi di parlare a Dio!” Molti, dite, sono
timorosi. Perché? Vi siete smarriti così tanto da non poter avvicinare Colui
che è onni-misericordioso? Egli conosce i vostri desideri e le vostre
necessità e può solo dare secondo gli scopi che vorreste realizzare nel
vostro stesso sé.

18-Quindi purificate il vostro corpo, fisicamente. Santificate il vostro
corpo, come le leggi furono date nel passato, perché domani il Signore
vorrebbe parlare con voi - come un padre parla ai suoi figli. Dio è
cambiato? Vi siete allontanati così tanto? Non sapete che, come Egli ha
dato, “Se volete essere i miei figli io sarò il vostro Dio” ? e “Anche se vi
allontanate, se solo volete chiamare, io ascolterò”?

19-Se qualcuno di voi dice: “Sì, ma fu detto agli antichi - noi non
c’entriamo,” allora effettivamente non c’entrate. Coloro che vorrebbero
conoscere Dio, che vorrebbero conoscere la loro stessa anima, che vorrebbero
sapere come meditare o parlare con Dio devono credere che Egli è - e che
Egli ricompensa coloro che cercano di conoscere e di eseguire i Suoi ordini.

20-Ciò che Egli diede nel passato è tanto nuovo oggi quanto lo era
all’inizio del rapporto dell’uomo o della ricerca dell’uomo per conoscere la
volontà di Dio, se solo volete fare appello a Lui nel vostro sé interiore!
Sappiate che il vostro corpo è il tempio del Dio vivente. Là Egli ha
promesso di incontrarvi!

21-Avete paura? Vi vergognate?
Avete sminuito le vostre opportunità, avete diffamato il vostro stesso corpo
e la vostra stessa mente tanto da vergognarvi di incontrarvi con il vostro
Dio nel vostro stesso tabernacolo?
22-Quindi guai a voi - se non mettete la vostra casa in ordine. Poiché, come
è stato indicato, ci sono dei contatti fisici nel vostro stesso corpo con la
vostra stessa anima, la vostra stessa mente.

Qualcuno deve forse indicarvi che, se toccate un ago, si sente del dolore?
Vi dicono che tale consapevolezza è un’attività della coscienza che passa
lungo il sistema nervoso verso e dal cervello. Quindi, allo stesso modo ci
sono dei contatti con ciò che è eterno nel vostro corpo fisico. Poiché c’è
la tazza che un giorno dovrà rompersi, la corda che un giorno dovrà essere
staccata dal vostro stesso corpo fisico - ed essere assente dal corpo vuol
dire essere presente a Dio.

23-Che cosa è il vostro Dio? Avete posto le vostre ambizioni solo nella
domanda se mangerete domani, o che cosa indosserete? Voi di piccola fede,
voi di poca speranza, che permettete che questi diventino le questioni
dominanti nella vostra stessa coscienza! Non sapete che appartenete a Lui?
Poiché appartenete alla Sua creazione! Egli ha voluto che non periste, bensì
ha lasciato a voi la scelta di diventare addirittura consapevoli dei vostri
rapporti con Lui o no.

Nella vostra stessa casa, nel vostro stesso corpo ci sono i mezzi per
l’approccio—dapprima attraverso il desiderio di conoscere Lui; mettendo quel
desiderio in attività, purgando il corpo, la mente di quelle cose di cui
sapete o magari immaginate che siano degli ostacoli—non quello che dice
qualcun altro! Non è quello che volete che qualcun altro ve lo dia!

Come Mosè diede molto tempo fa, non è chi scenderà dal cielo a portarvi un
messaggio, né chi viene da oltre i mari, ma guardate! Lo trovate nel vostro
stesso cuore, nella vostra stessa coscienza! Se volete meditare, aprite il
cuore, la mente! Fate che il vostro corpo e la vostra mente siano dei canali
affinché voi possiate fare le cose che chiedete a Dio di fare per voi! Così
Lo verrete a conoscere.

24-Chiedereste a Dio di fare qualcosa per voi che non fareste per vostro
fratello? Se lo faceste siete egoisti - e non conoscete Dio. Poiché come lo
fate al più umile dei vostri fratelli lo fate al vostro Creatore. Queste non
solo soltanto parole - sono quello che sperimenterete - ammesso che vogliate
conoscerLo. Non è impossibile scoprirLo; e se volete conoscerLo
sintonizzatevi con Lui; convertitevi, guardate, sperate, agite in tal modo
da aspettarvi che Lui, il vostro Dio vi incontri a quattr’occhi.

“Non temete, sono io”, disse Colui che venne a coloro che cercarono di
conoscere il loro rapporto con il loro Creatore. E dato che Egli arrivò a
piedi nella notte, nell’oscurità, anche sulle acque, essi ebbero paura. Sì,
molti di voi hanno paura a causa delle cose che sentite - perché dite: “Non
capisco - non comprendo!” Perché? Vi siete sminuiti voi stessi, il vostro
corpo, la vostra mente, la vostra coscienza a tal punto da inaridire, da
rendere inefficaci quelle opportunità nella vostra stessa coscienza di
conoscere il vostro Creatore?

25-Quindi a tutti voi:

26-Purificate il vostro corpo, la vostra mente. Dedicatevi alla preghiera,
sì - ma non come quello che pregò “Ti ringrazio di non essere come gli
altri”. Piuttosto fate che nel vostro cuore ci sia quell’umiltà, poiché
dovete umiliarvi se volete conoscerLo; e venite con un cuore aperto,
indagatore, contrito, desiderosi di farvi mostrare la via.

27-E quando vi si mostra (la via), non voltate la faccia dall’altra parte;
bensì siate fedeli alla visione che ricevete. Ed Egli parlerà, poiché la Sua
promessa è stata : “Quando chiamerete ascolterò e risponderò velocemente.”
Quindi, quando Egli parla, aprite il vostro cuore, la vostra mente alle
opportunità, alle glorie che sono vostre - se solo volete accettarle
attraverso quel sintonizzare, attraverso la meditazione, della vostra
coscienza, del vostro desiderio con il Dio vivente; e parlate e vivete
dentro di voi come Egli diede allora :

“Gli altri possono fare come pare a loro, ma per ciò che mi riguarda, io
venererò - sì, servirò il Dio vivente.”
28-Egli non è lontano da voi! Egli è più vicino della vostra mano destra.
Egli sta davanti alla porta del vostro cuore! Volete farLo entrare? o Lo
respingerete?

http://www.edgarcayce.it/
Angelodiluce
Angelodiluce
Admin

Messaggi : 1061
Data d'iscrizione : 31.10.09

https://angelodiluce.forumattivo.com

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum