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una ghiandola chiamata Graal

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una ghiandola chiamata Graal

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Ago 17, 2010 2:45 pm

Una ghiandola chiamata Graal

L'INTUIZIONE
Tutti noi abbiamo sentito quella storia che racconta come Dio volle
nascondere la regalità e l'illuminazione dell'uomo nell'unico posto dove
egli non le avrebbe potute trovare. Ma non in fondo agli oceani, ai vulcani,
o sulle cime delle montagne più alte, come gli consigliavano dei o angeli a
seconda della provenienza di questa favola universale. Dio la nascose dentro
all'uomo perché lì era sicuro che lui non l'avrebbe mai cercata.

Il Graal non soltanto è dentro di noi (e questo sarebbe perfettamente in
linea sia con la teoria secondo la quale noi siamo piccoli universi, sia con
il postulato "come nel grande così nel piccolo"... Trismegisto docet) ma è
un ben preciso organo, anzi una ghiandola: non un simbolo o un archetipo ma
un corpuscolo vero, fatto di "materia".

LA COPPA dell'ETERNA GIOVINEZZA
Prima di svelarvi di quale ghiandola si tratti, vi chiedo di seguirmi nel
seguente ragionamento. Il graal si dice sia una coppa, però nessuno lo ha
mai visto. E' noto, tuttavia, che chi beve dal graal ottiene l'eterna
giovinezza, la guarigione da tutte le malattie e l'illuminazione. In
definitiva, al di là della sua forma reale, il graal è sicuramente un
contenitore che porta in sé un liquido in grado di offrire tali doni a chi
lo beve.

Ma noi abbiamo nel nostro meraviglioso corpo proprio un piccolissimo
contenitore dal quale possiamo "bere" un liquido di questa portata. Si
tratta della ghiandola pineale, un corpuscolo grande come una lenticchia, a
forma di cono (quindi ricorderebbe una minuscola coppa), situata alla base
del nostro cervello (quindi dentro di noi come racconta la storia citata
all'inizio dell'articolo).
La ghiandola pineale - o epifisi in gergo scientifico - produce, tra
l'altro, la melatonina, un ormone prodigioso le cui caratteristiche sono
state scoperte solo di recente ma che ricordano incredibilmente quelle del
liquido contenuto nel graal.

La melatonina viene elaborata dal corpo nel periodo notturno, durante il
quale la ghiandola raggiunge il massimo della sua attività. Proprio di notte
sappiamo bene che la conoscenza intuitiva e le nostre facoltà più sottili
emergono e "si impossessano di noi".
(NdR: la nostra melatonina si trova anche e sopra tutto nell'Urina...).
Descrive Laurence Gardner in "I Signori degli Anelli" (Newton Compton Ed.)
"... la melatonina esalta e rafforza il complesso del sistema immunitario
del corpo, accresce la produzione di energia fisica alzando il livello di
sopportazione della fatica, regola la temperatura interna contribuendo a
un'ottimale gestione del sistema cardiovascolare ed è per eccellenza la
sostanza antiossidante del corpo, con effetti evidenti sui meccanismi
antinvecchiamento e sulla mente, sviluppando facoltà paranormali".

Ecco dunque che chi beve le secrezioni contenenti melatonina dalla ghiandola
pineale diventa "immortale" (effetto antinvecchiamento e rafforzamento del
sistema immunitario) e ottiene "l'illuminazione" (aumento delle facoltà
paranormali, dell'intuizione e altro). Il piccolo cono, dunque, come la
coppa graaliana, elargisce questo succo miracoloso: ma come fare a berlo ?

Jasmuheen, una dolcissima donna australiana che dal '93 si astiene dal cibo,
nei suoi seminari, dove spiega tra l'altro come vivere nutrendosi
esclusivamente di "luce liquida", racconta che è possibile "bere" la divina
Amrita, come viene chiamata nella tradizione sanscrita, ovvero la secrezione
che scende come una piccola goccia stimolando, con la lingua arrotolata
all'indietro, il palato verso l'epiglottide, guarda caso proprio sotto la
ghiandola pineale. Forse l'Amrita, l'ambrosia degli dei, il nettare divino,
non è nient'altro che la secrezione di cui abbiamo parlato, ovvero quella
contenente melatonina. Se così fosse, ognuno di noi avrebbe in sé la chiave
della longevità e della riscoperta della propria sovranità, e potrebbe
accedervi in ogni momento, semplicemente arrotolando al massimo la lingua
verso l'epiglottide e aspettando che fuoriesca una piccola goccia che sembra
muco.
Ma proviamo a vedere se nella tradizione graaliana vi sono altre prove che
ratifichino tale ipotesi.

La TORRE
Nella tradizione graaliana vi sono due simboli che vengono considerati
interscambiabili tra loro e "sinonimi" della sacra coppa: la torre e la
scala. Tant'è che Dante, iniziato e Gran Maestro del Priorato di Sion, un
ordine templare, coinvolto nello studio dell'alchimia e quindi nella ricerca
del graal ed esiliato da Firenze, si rifugiò a Verona dal suo amico
Cangrande "Della Scala".

Il simbolo degli Scaligeri è una scala che si restringe verso l'alto
ricordando proprio una torre: sarà un caso ?
La Scala-Torre, come il graal, è legata a una tradizione che permette il
raggiungimento della Vera Luce e dell'Immortalità. Un particolare
interessante e inspiegabile è che molte dee, regine e importanti donne
legate alla discendenza graaliana portano una torre in testa, come
copricapo. Per esempio la dea egizia Serapide reca sul capo il "Gradal", una
sorta di torre, dove viene conservato il "Fuoco Celeste" di Phtah, la
scintilla divina incarnata in ogni essere.

In Francia, a Rennes le Chateaux dove si vocifera sia o sia stato sepolto il
graal, vi è la statua di una dea (forse Diana ?) con il capo sormontato da
una torre e gli scrittori latini Strabone e Lucano, come viene spiegato in
Sulle tracce del graal di Bizzarri e Scurria (Mediterranee) parlano della
regione di Rennes Le Chateaux come di una "[...] regione 'lunare' dove un
tempio dedicato a Diana di innalzava sopra l'Oppidum Ra, che designa una
torre".

In egiziano e in ebraico la parola "torre" viene scritta "MGDL" ovvero
"Magdal" o "Migdal", da cui Magdalena, la donna per eccellenza connessa al
mito del graal. Karidven, la Dea Bianca e Grande Madre, regina incontrastata
degli dei nella tradizione celtica dal V al I millennio a.C., dea della
fecondità, della terra, detentrice del calderone che dava l'immortalità (in
Bizzarri e Scurria il calderone della tradizione celtica è assimilato al
graal) e definita da Apuleio l'omologa di Venere, Diana, Proserpina e Iside,
veniva chiamata dai celti anche Rhiannon, ovvero "regina coronata da torre".

Karidven significa "porta divina" ed è raffigurata con una scala in testa.
Il calderone associato a Karidven-Rhiannon è fonte di inesauribile ricchezza
ed eterna giovinezza ed è strettamente legato alla resurrezione del corpo
che diventa immortale.

Forse, questa torre- graal posta sul capo delle regine graaliane sta a
indicare che il graal va cercato nel capo ? Insomma potrebbe essere una
indicazione di dove cercarlo? Tanto più che la produzione di melatonina da
parte dell'epifisi viene stimolata dalla serotonina, una sostanza secreta
dalla sottostante ghiandola pituitaria, più nota come ipofisi: quindi
un'ulteriore indicazione di un processo chimico che si svolge nel nostro
capo.

Nei Tarocchi, l'arcano chiamato La Torre rappresenta proprio una torre
sormontata da una corona (ma le corone non si mettono in testa ?), che viene
colpita a metà della sua altezza da un fulmine e si spezza, mentre dal cielo
piove manna, ovvero l'alimento divino. L'immagine ricorda in modo
raccapricciante quella dell'aereo che si schianta contro la prima torre di
Manhattan il 9 settembre 2001, divulgata dalla BBC ed entrata ormai nel
nostro immaginario collettivo: il fulmine che colpisce la torre dei tarocchi
spezzandola è proprio alla stessa altezza del lampo di luce provocato
dall'aereo in collisione.

La carta seguente a La Torre è chiamata Le Stelle e, nella serie di Alesteir
Crowley, Gran Maestro rosacrociano, raffigura una donna con due coppe in
mano. Potrebbe indicare che una donna scopre la seconda coppa, ovvero il
piccolo graal inserito nel nostro capo il cui doppio esterno ("come nel
grande così nel piccolo") è sepolto in qualche luogo in Europa ? Non è
singolare che questa intuizione sul graal sia venuta a una donna (io)
all'indomani della caduta della torre, esattamente come sembrano descrivere
i Tarocchi ?

La manna che scende dalla torre potrebbe indicare la divina Amrita contenuta
nella ghiandola pineale ?
La Torre viene chiamata la Casa di Dio ed è collegata (come spiegato in
Gardner, op.cit.) alla linea femminile di discendenza del graal. Ma perché
linea femminile ?

IL GRAAL, IL VENTRE E IL SANGREAL
Parlando di graal viene in mente immediatamente un classico della
letteratura sul tema, amato o odiato ma sicuramente letto da moltissimi
ricercatori: il celeberrimo Il Santo Graal, di Baigent, Leigh e Lincoln
(Oscar Mondadori). In quell'appassionante ricerca si ipotizzava che il
Graal, anzi il Sangraal usando il nome per esteso, fosse in realtà la
contrazione di Sangréal, il sangue reale, l'erede messianico partorito da
Maddalena e figlio di Gesù suo marito: quindi il Sangréal diventava la
discendenza messianica e per traslato il ventre della Maddalena.

Il legame tra ventre e graal si può conservare in maniera convincente anche
nella teoria della ghiandola pineale. In Gardner si legge infatti che il
mestruo femminile, in particolare quello delle regine della "discendenza
graaliana", era ed è ricchissimo di secrezioni a base di melatonina e
serotonina, tant'è vero che si trovava sulle mense reali in diluizione.
Sembra che alla base del rito cristiano della coppa contente il sangue di
Cristo con cui si celebra l'eucaristia, e anche alla base del mito del
vampiro che bevendo sangue mantiene la sua immortalità, ci sarebbe proprio
il mestruo femminile con il suo altissimo contenuto di secrezioni endocrine.

Tra l'altro Gardner spiega egregiamente come la parola vampiro derivi da
"oupire", ovvero "essere superiore" da greco "uper" che significa "sopra".
Inoltre quando le donne erano ancora tali e vivevano in sintonia con Madre
Terra, avevano il ciclo mestruale tutte insieme, durante la luna piena (le
tribù native considerano le donne mestruate come esseri divini ed esse,
durante il ciclo, si ritirano tutte insieme per qualche giorno a compiere
riti di pruficazione).

Anche in questo caso, dunque, la presenza di melatonina è connessa
all'influenza della luna. Tali secrezioni sono anche presenti nei fluidi
prodotti dal "grembo" delle donne particolarmente eccitate (nella tradizione
fatata, spiega Gardner, le principesse risvegliate dal bacio del principe
producono la divina Amrita).

Nell'un caso e nell'altro si associa il liquido dell'immortalità al ventre
femminile, dove viene prodotto sia il sangue mestruale (sangréal) sia il
fluido che precede l'atto d'amore. Ecco dunque perché il graal inteso come
coppa da cui bere il nettare dell'immortalità è stato legato al sangue e al
ventre femminile.

Oggi, però, sappiamo che melatonina e serotonina sono prodotte autonomamente
da ogni individuo sano all'interno del suo capo, dall'epifisi e
dall'ipofisi, ghiandole poste all'interno della massa cerebrale ma
indipendenti da essa. Ognuno di noi, quindi, con un semplice allungamento
del muscolo sublinguale, può "bere" dal graal la secrezione che dà
immortalità (rallenta l'invecchiamento) e illuminazione, senza bisogno di
andare nei Pirenei o in Provenza a cercare la vera coppa.

Un'ultima chicca. Ormai siamo lanciatissimi in questo gioco di specchi e
rimandi così affascinante da poterci permettere un'ulteriore scoperta.
L'arcano che segue Le stelle è La Luna. Aleister Crowley, questo personaggio
misterioso e legatissimo alla ricerca del graal (il quale si dice abbia
"ricevuto" la visione dei tarocchi a lui intitolati durante una meditazione
e li abbia poi descritti alla pittrice che li realizzò), nella sua Luna non
indica nessun corpo celeste luminoso e bianco.

La Luna di Crowley è composta da 2 torri parallele molto stilizzate che
sembrano sostenere al centro tra loro, in alto, una sfera dalla quale
scendono piccole fiammelle che si immettono in un'altra sfera sottostante,
più piccola, dalla quale si irradia una luce.

L'immagine ricorda in maniera stilizzata, un cervello in sezione visto
dall'alto, con le torri che formano i due emisferi cerebrali, la ghiandola
pituitaria, più grande, in alto, ovvero verso il naso in sezione, la
ghiandola pineale più piccola in basso verso la nuca. Le fiammelle
potrebbero indicare la serotonina prodotta dalla pituitaria, che
immettendosi nella pineale stimola la produzione di melatonina, la quale fa
"brillare" la sfera più piccola.
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