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Scie Chimiche

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Scie Chimiche

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Lug 25, 2010 6:55 pm

Facciamo chiarezza: che cos’è una scia? È “una zona di fluido (liquido o gassoso) situata immediatamente dietro un solido in movimento relativo rispetto al fluido stesso, caratterizzata dal fatto che in essa il moto è prevalentemente formato da vortici. Tipici esempi di scie sono i solchi spumeggianti che un natante veloce lascia nell’acqua dietro di sé (acqua ferma e solido in moto)…, le scie di condensa che segnalano il passaggio di un jet (aria ferma e solido in movimento).
Queste ultime sono provocate dalla condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione del carburante causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano ad alte quote di volo (umidità uguale e superiore al 70 per cento, temperatura inferiore a 40 gradi sotto zero, altitudine superiore ad almeno 8000 metri).
La composizione ed il comportamento delle scie dipendono principalmente dalla forma del solido, dalla viscosità e dalla densità del fluido, dalla velocità relativa e dall’angolo secondo il quale essi si incontrano.
Nel caso degli aeromobili, per esempio, la scia è animata da moti vorticosi che diventano più marcati in corrispondenza delle variazioni della sagoma dell’aeromobile (per esempio, nell’intersezione tra ala e fusoliera)”.
In che cosa le scie di condensazione si distinguono da normali nuvole?La nube è un insieme di gocce d’acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d’aria e dall’incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre.
I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l’aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l’evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi.
Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.
La formazione delle scie di condensa è un fenomeno rarissimo.
“Secondo definizione FAA, una contrail si forma sopra gli 8000 metri circa, a temperature minori di -40°C, e con umidità relative superiori o uguali al 70%”.
Appurato che cos’è una scia di condensa e la rarità di tale fenomeno, passiamo ad analizzare le scie chimiche.
In questi ultimi anni, si è intensificata un’attività che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare. Il fenomeno cominciò a diffondersi tra il 1996 ed il 1997, ma esistono prove e dati che dimostrano come le scie chimiche fossero saltuariamente usate e sperimentate sin dagli anni 50 del XX secolo. Ci si riferisce ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra molte regioni del pianeta. L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ‘90, per poi estendersi al Canada, ai paesi aderenti alla N.A.T.O. alla Russia ed a molte altre nazioni.
Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, generalmente, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito “scie chimiche”, esistono parecchi studi di cui riporto i risultati salienti.
Vari studiosi, tra cui l’ingegnere Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, il fisico Neil Finley, il medico statunitense Michael Castle, la tossicologa Hildegarde Staninger, il giornalista indipendente William Thomas, il ricercatore ed attivista, Jerry E. Smith l’italiano Antonello Lupino, il direttore della rivista Nexus, Tom Bosco, e molti altri hanno investigato gli effetti di queste famigerate scie. Queste le loro conclusioni.
Si elencano dunque i principali scopi delle scie chimiche, in forma molto essenziale ed indicando tra parentesi se si tratta, stando all’attuale stato degli studi, di un obiettivo accertato o solo congetturato. Bisogna, infine, ricordare che molti targets sono conseguiti attraverso la sinergia tra H.A.A.R.P., emissione di campi elettromagnetici e scie velenose.
• Modificazione meteorologica e climatica (scopo assodato, anzi riconosciuto ufficialmente. Si vedano i numerosi brevetti tradotti in tecnologie e le pur ambigue ammissioni ufficiali).
• Accecamento dei radar nemici (dimostrato. Si vedano i brevetti ed i ritrovati tecnologici).
• Creazione nell’atmosfera di un’antenna elettromagnetica oltre l’orizzonte, col fine di ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali in ambito strategico-militare (dimostrato).
• Danneggiamento delle colture agricole basate su piante non modificate geneticamente (rilevato in modo empirico).
• Distruzione della coltre di ozono (forse è un effetto collaterale dell’operazione, ma non è escluso che sia un fine scientemente perseguito).
• Mappatura elettronica del territorio (provato. Si veda il Progetto R.F.M.P.) .
• Inquinamento degli ecosistemi per determinare un incremento esponenziale del costo delle risorse idriche ed agricole residue (dimostrato empiricamente).
• Sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di peso per il sistema, come i pensionati (registrato empiricamente).
• Sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole nell’ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica (acclarato. Si vedano anche i documenti governativi declassificati).
• Diffusione diretta ed indiretta di agenti patogeni e quindi di malattie, alcune delle quali del tutto ignote sino a pochi lustri fa, con gli scopi precipui di favorire le multinazionali farmaceutiche e di indebolire la popolazione (registrato empiricamente. Si considerino i dati epidemiologici).
• Modificazione del D.N.A. umano in modo da impedire un’evoluzione genetica e spirituale (ipotizzato da numerosi ricercatori, tra cui Tom Montalk).
• Controllo del pensiero e del comportamento, attraverso soprattutto l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza (pressoché dimostrato).
• Emanazione di energie sottili dannose, energie non rilevabili con le normali strumentazioni, ma in grado di aggredire il sistema bioenergetico degli esseri viventi (supposto).
• Diffusione di nanomacchine negli organismi umani col fine di controllare, rintracciare, monitorare, manipolare mentalmente, per mezzo dell’emissione di impulsi elettromagnetici, interi gruppi umani. Forse queste nanomacchine potranno essere attivate quando le persone, in un futuro non lontano, saranno dotate di microprocessori sottocutanei (ipotesi che può sembrare inverosimile, ma, in realtà avvalorata da una serie di brevetti e dalla produzione e diffusione di apparecchiature elettroniche volte al controllo degli individui.
• Creazione di un ambiente atto alla proiezione di immagini olografiche in vista di una falsa invasione aliena o di un’altrettanto falsa Parousia del Cristo o di qualche altra figura religiosa (ventilato da qualche studioso e collegato al Progetto Bluebeam).
Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti sostanze: bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); quarzo (proprietà piezoelettriche. Nel 1881 i coniugi Curie scoprirono che il quarzo, quando era assoggettato a pressioni orientate, sviluppava cariche elettriche positive e negative agli estremi degli assi polari. Un anno dopo Lipmann constatò che questi cristalli assumevano una deformazione meccanica, se sottoposti ad un campo elettrico di corrente alternata. Tale fenomeno, detto piezoelettricità, fu poi applicato alla trasmissione e ricezione di onde sonore subacquee.
In seguito il minerale fu impiegato per stabilizzare la frequenza delle ricetrasmissioni; alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura). Sono state rintracciati anche altri elementi: piombo, torio e cesio radioattivi, rame, cobalto, titanio, silicio etc.
Il fenomeno deve indurci a porre delle precise domande.Chi autorizza questi voli?
Quanto costano ai contribuenti?
Da quali aeroporti decollano gli aerei?
È possibile che questo frenetico, costante sorvolo di ampie aree avvenga all’insaputa dei vertici politici e militari?
Perché le due o tre interrogazioni parlamentari sulla questione (onorevole Ruzzante, Sandi e Nieddu) sono rimaste lettera morta?
Quali sono gli scopi principali delle scie?
Perché vengono diffuse?
Come viene finanziata l’operazione?
Queste sono le domande legittime che molti si pongono. Proviamo a fornire alcune risposte.
In primo luogo le scie chimiche contengono sostanze in grado di modificare i fenomeni meteo: i sali di bario ed il gel di silicio, ad esempio, assorbono l’umidità atmosferica, riducendo drasticamente le precipitazioni.
Inoltre le scie, formando una patina che filtra i raggi solari, danneggiano le colture tradizionali che abbisognano sia di luce sia di acqua: in questo modo, si rendono necessarie le sementi ogm. Non è un caso se, da anni, molte multinazionali agroalimentari esercitano pressioni sull’Unione europea affinché siano accettati gli ogm.
Vari elementi chimici, poi, sono irrorati per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radar e per favorire una migliore propagazione delle onde radio a fini militari.
Sempre in ambito bellico, la manipolazione della ionosfera e l’irrorazione di sostanze chimiche permettono di accecare i radar nemici.
Con i voli, sono diffusi nell’aria virus, spore di funghi, virus e batteri nell’ambito di pericolosi test sulla popolazione.
E’ evidente, quindi, che l’operazione “scie chimiche” si inquadra negli obiettivi del complesso militare-industriale volto ad aumentare a dismisura il controllo dell’economia globale.
Le scie sono dunque un’arma per il controllo del clima e per soggiogare quei paesi che non intendono piegarsi al Nuovo ordine mondiale.
L’operazione si basa su una serie di brevetti (da Teller a Cordani) acquisiti dalla NASA, dalle forze militari statunitensi, russe, cinesi, brevetti che si sono tradotti in tecnologie belliche e di geoingegneria.
L’operazione viene finanziata con il signoraggio bancario.
Appurato in modo inequivocabile che l’attività connessa alle scie chimiche (chemical trails o chemtrails in inglese) non c’entra alcunché né con i normali voli civili né con le esibizioni delle “frecce tricolori”, come dimostrato in modo inoppugnabile, da documenti ufficiali e brevetti, da studi accurati, fotografie, filmati, analisi di laboratorio, studi condotti da meteorologi, chimici, biologi, fisici, climatologi, investigatori indipendenti…, è giunto il momento di agire, di protestare, di levare la propria voce contro questo genocidio occulto.
Con questa lettera aperta, intendo denunciare e sensibilizzare opinione pubblica, autorità competenti e organi d’informazione in merito ad un fenomeno atmosferico artificiale, prodotto nei nostri cieli, con tutta probabilità illegalmente, da un gran numero di aeromobili non identificati per scopi a tutt’oggi sconosciuti, ma le cui conseguenze sulla popolazione e sul clima in generale sono ormai sotto gli occhi di tutti. Mi riferisco in particolare alle condizioni di siccità in cui versa il nostro paese (e non solo il nostro), in cui le sole precipitazioni si riducono ormai a qualche sporadico e violento acquazzone o nubifragio che, oltre a produrre danni, non risolve ma anzi accentua il problema delle riserve idriche. Sembra indiscutibile che vi sia uno stretto legame tra l’operato di questi misteriosi velivoli e le modificazioni climatiche alle quali stiamo assistendo ormai da qualche anno, pressoché in ogni località della nostra penisola.
Ormai le giornate limpide, con un cielo terso e azzurro, sono diventate un’autentica rarità. Quando si presentano, non sono destinate a durare a lungo: nel giro di qualche ora, o al massimo un giorno, si presentano frotte di aerei (generalmente bianchi e spesso apparentemente del tipo KC-135 e/o KC-10, quindi muniti di capienti serbatoi in genere utilizzati per il rifornimento in volo; si tratta di velivoli in dotazione alle forze aeree della NATO) che tracciano in cielo lunghissime scie, non riconducibili alle normali scie di condensazione dei velivoli commerciali. Le normali scie di condensazione, come hanno dimostrato studi della NASA e della National Oceanic and Atmospheric Administration statunitensi, appaiono grazie alla combinazione di temperature inferiori a -60°C e livelli d’umidità relativa superiore al 70%, comunque praticamente mai a quote inferiori agli 8.000 metri, ed anche in condizioni ottimali raramente le scie persistono per più di 20 minuti.
Al contrario, le cosiddette “scie chimiche” (dal termine inglese “chemtrails”, un neologismo coniato per distinguerle dalle normali scie di condensazione, o “contrails”) rimangono in cielo per ore, allargandosi e mischiandosi tra loro, e riducendolo ad un’inquietante massa lattiginosa.
Da notare inoltre che le rotte seguite da questi velivoli hanno ben poco di normale, discostandosi da quelle delle comuni aerovie e producendo griglie, incroci, triangoli e “X” lungo tutto l’arco dell’orizzonte.
Sinora la questione non è mai stata oggetto dell’interesse dei media, mentre il pubblico in generale sembra non accorgersi dell’evidente anomalia; quando lo fa, rivolgendosi agli organi di stampa, ammesso che venga degnato di qualche attenzione, viene tacciato da visionario o teorico delle cospirazioni, come dimostrato da una lettera spedita in data Lunedì 4 novembre 2002 da un cittadino allarmato al quotidiano Il Gazzettino e dalla ben poco intelligente e informata risposta da parte del giornalista. Sarebbe ora che questa situazione mutasse: che gli organi di informazione svolgessero il loro compito istituzionale, che è quello di raccogliere informazioni, indagare sui fatti e riportarli all’opinione pubblica. Sarebbe anche ora che le autorità competenti si occupassero del problema, e auspico che se e quando cominceranno a fioccare le denunce, aprano un fascicolo e vadano a fondo della questione. Ancora più importante, sarebbe ora che i cittadini prendessero coscienza di quanto sta accadendo ormai da anni sopra le loro teste, valutassero i possibili rischi per la salute e gli stravolgimenti climatici in corso, e sollecitassero i loro rappresentanti eletti a presentare interrogazioni parlamentari volte a stabilire quale sia la natura di questi voli, chi li ha pianificati e autorizzati, e a quale scopo. Ulteriori ritardi nella valutazione obiettiva della situazione potrebbero rivelarsi estremamente deleteri. Per tutti noi.

Nel giorno della Purificazione vi saranno ragnatele tessute avanti e indietro nel cielo. (Capo tribù HOPI)

H.A.A.R.P
la guerra ambientale esiste: ne parla a Radio Base il Generale Fabio Mini
“La guerra ambientale, in qualunque forma, è proibita dalle leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali, il che rende ingiustificabile qualsiasi guerra proprio per i suoi effetti sull’ambiente, ma come succede a molte convenzioni, quella del 1977 è stata ignorata ed i militari hanno anzi accelerato la ricerca e l’applicazione delle tecniche di modificazione del tempo e del clima, facendole passare alla clandestinità. Se prima di quella data, l’uso delle devastazioni ambientali un tempo era chiaro e se le modifiche ambientali anche gravissime erano codificate e persino elevate al rango di sviluppo strategico o di progresso tecnologico, oggi non si sa più dove si diriga la ricerca e come si orientino le nuove Armi”.
Il Tenente Generale Fabio Mini spiega alcune strategie di guerra e tra queste le metodologie di modificazione climatica (vedi H.A.A.R.P. e chemtrails). Radio Base, all’interno di Linea diretta del 21 febbraio 2008, lo ha intervistato
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