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Io sono il Cuore; e il Serpente è avvolto

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Io sono il Cuore; e il Serpente è avvolto

Messaggio Da Angelodiluce il Mer Lug 21, 2010 9:25 pm

1. Io sono il Cuore; e il Serpente è avvolto
Intorno all'invisibile centro della mente.
Rizzati, o mio serpente! Adesso è l'ora
Dell'incappucciato e ineffabile santo fiore.
Rizzati, o mio serpente, nello splendore della fioritura
Sul cadavere di Osiride fluttuante nella tomba!
O cuore di mia madre, di mia sorella, mio proprio,
Tu sei consegnato al Nilo, al terrore Tifone!
Ahimé! ma la gloria della feroce tempesta
Ti avvolge e ti nasconde nella frenesia della forma.
Sii calma, o mia anima! che la formula magica possa dissolversi
Quando le bacchette sono alzate, e gli eoni si succedono.
Osserva! quanto Tu sei gioioso nella mia bellezza,
O Serpente che accarezzi la corona del mio cuore!
Osserva! noi siamo uno, e la tempesta degli anni
Si placa nell'oscurità, e lo Scarabeo appare.
O Scarabeo! il ronzio della Tua dolorosa nota
Sia sempre la trance di questa tremula gola!
Io attendo il risveglio! La chiamata in alto
Dal Signore Adonai, dal Signore Adonai!

2. Adonai parlò a V.V.V.V.V., dicendo: Deve sempre esserci divisione nella parola.

3. Poiché i colori sono molti, ma la luce è una.

4. Perciò tu scrivi ciò che è di madre di smeraldo, e di lapislazuli, e di turchese e di alessandrite.

5. Un altro scrive le parole di topazio, e di cupa ametista, e di grigio zaffiro, e di cupo zaffiro con una lieve tinta simile a sangue.

6. Perciò voi, a causa di questo, logorate voi stessi.

7. Non accontentatevi delle immagini.

8. Io, che sono l'Immagine di un'Immagine, dico questo.

9. Non discutete dell'immagine, dicendo Oltre! Oltre!
Si ascende alla Corona dalla luna e dal Sole, e dalla freccia, e dal Fondamento, e attraverso l'oscura dimora delle stelle dalla nera terra.

10. In nessun altro modo potete voi stendervi verso il Dolce Punto.

11. Né è conveniente al calzolaio cianciare della Regale materia. O calzolaio! riparami queste scarpe, affinché io possa camminare! O re! se sono tuo figlio, parliamo dell'Ambasciata al Re tuo Fratello.

12. Allora ci fu silenzio. La parola cessò tra noi per un po'.
C'è una luce talmente intensa da non essere percepita come luce.

13. L'elleborina non è tagliente quanto l'acciaio; tuttavia essa penetra il corpo più sottilmente.

14. Proprio come i baci maligni contaminano il sangue, così le mie parole divorano lo spirito dell'uomo.

15. Io respiro, e c'è un infinito malanno nello spirito.

16. Come un acido divora l'acciaio, come un cancro che corrompe completamente il corpo; così io sono per lo spirito dell'uomo.

17. Io non riposerò finché non lo avrò dissolto tutto.

18. Così anche la luce che viene assorbita. Uno assorbe poco, ed è chiamato bianco e brillante; uno assorbe tutto ed è chiamato nero.

19. Perciò, o mio caro, tu sei nero.

20. O mio bello, io ti ho reso simile ad uno schiavo Nubiano nero lucente, un ragazzo dai melanconici occhi.

21. O, il sudicio! il cane! essi gridano contro di te.
Poichè tu sei il mio amato.

22. Felici sono coloro che ti lodano; poiché essi ti vedono con i Miei occhi.

23. Non ad alta voce essi ti loderanno; ma nella veglia della notte uno verrà vicino furtivamente e ti afferrerà con una segreta presa; un altro celatamente getterà una corona di viole su di te; un terzo oserà moltissimo, e premerà forsennate labbra sulle tue.

24. Sì! la notte coprirà tutto, la notte coprirà tutto.

25. Tu Mi cercasti a lungo; tu corresti avanti così veloce che io non fui in grado di ascendere con te.
O tu caro sciocco! con quale amarezza hai completato i tuoi giorni.

26. Ora sono con te; non lascerò mai il tuo essere.

27. Poiché sono colui che sinuoso e delicato è avvinto a te, cuore d'oro!

28. La Mia testa è ingemmata con dodici stelle; il Mio corpo è bianco come il latte delle stelle; è brillante nel blu dell'abisso di stelle invisibili.

29. Io ho trovato quello che non potrebbe essere trovato; io ho trovato un vaso di mercurio.

30. Tu istruirai il tuo servo nelle sue vie, tu parlerai spesso con lui.

31. (Lo scriba guarda in alto e grida) Amen! Tu lo hai detto, Signore Iddio!

32. Di nuovo Adonai parlò a V.V.V.V.V. e disse:

33. Cogliamo il nostro piacere nella moltitudine degli uomini!
Modelliamo per noi stessi un battello di madreperla da loro, affinché possiamo viaggiare sul fiume d'Amrita!

34. Vedi quel petalo d'amaranto, spinto dal vento delle lievi dolci ciglia
di Hathor?

35. (Il Maestro lo vide e gioì nella sua bellezza.) Ascolta!

36. (Da un certo mondo venne un lamento infinito.)
Quel petalo cadente sembrò a quei piccoli un'onda che stava per inghiottire il loro continente.

37. Così essi rimprovereranno il tuo servo, dicendo: Chi ti ha scelto per salvarci?
38. Egli sarà assai angosciato.

39. Tutti loro non comprendono che tu e io stiamo modellando un battello di madreperla. Noi navigheremo lungo il fiume d'Amrita proprio verso il boschetto di alberi di tasso di Yama, dove noi potremo allietarci in eccesso.

40. La gioia degli uomini sarà il nostro bagliore d'argento, la loro pena il nostro bagliore blu - tutto nella madreperla.

41. (Lo scriba di conseguenza si irritò. Egli disse:
O Adonai e mio maestro, ho portato il calamaio di corno e la penna senza salario, affinché io potessi cercare questo fiume d'Amrita e navigare su esso come uno di voi. Questo io domando come mio compenso, che io condivida l'eco dei vostri baci.)

42. (E immediatamente ciò gli fu concesso.)

43. (No; ma non per questo egli fu contento. Con un'infinita umiliazione nella vergogna egli lottò. Quindi una voce:)

44. Tu lotti sempre; persino nel tuo arrenderti tu lotti per la resa - ed ecco! tu non ti arrendi.

45. Vai nei più remoti luoghi e sottometti tutte le cose.

46. Sottometti la tua paura e il tuo disgusto. Quindi - arrenditi!

47. Vi fu una fanciulla che si smarrì tra il grano, e sospirò; allora spuntò una nuova nascita, un narciso, e con ciò ella dimenticò il suo sospirare e la sua solitudine.

48. Proprio nello stesso istante giunse innanzi a lei Ade, cavalcando pesantemente, e la rapì.

49. (Allora lo scriba riconobbe il narciso nel suo cuore; ma poiché esso non venne alle sue labbra, egli perciò si vergognò e non parlò più.)

50. Adonai parlò nuovamente con V.V.V.V.V. e disse:
La terra è matura per la vendemmia; mangiamo i suoi grappoli, e siamone ubriachi di conseguenza.
51. E V.V.V.V.V. rispose e disse: O mio signore, mia colomba, mio eccellente, come sembrerà questa parola ai figli degli uomini?

52. Ed Egli gli rispose: Non quello che tu puoi vedere.
E' certo che ogni lettera di questa scrittura cifrata ha un qualche valore; ma chi determinerà il valore? Poiché esso varia sempre, secondo la sottigliezza di Colui che lo ha prodotto.

53. Ed Egli rispose a Lui: Non ho io la chiave di ciò?
Io sono vestito con il corpo di carne; io sono uno con l'Eterno e Onnipotente Dio.

54. Allora Adonai disse: Tu hai la Testa del Falco, e il tuo Fallo è il Fallo di Asar. Tu conosci il bianco e conosci il nero, e tu sai che questi sono uno. Ma perché cerchi la conoscenza della loro equivalenza?

55. Ed egli disse: Affinché la mia Opera possa essere giusta.

56. E Adonai disse: Il forte bruno mietitore spazzò con la sua falciata e gioì. L'uomo saggio considerò i suoi muscoli, ponderò, e non capì, e fu triste.
Mieti tu, e gioisci!

57. Allora l'Adepto fu felice, e alzò il suo braccio.
Ecco! un terremoto, e piaga, e terrore sulla terra!
L'abbattimento di coloro che sedevano nei luoghi elevati; una carestia sulla moltitudine!

58. E l'acino cadde maturo e succolento nella sua bocca.

59. Macchiata è la porpora della tua bocca, o tu splendente, della bianca gloria delle labbra di Adonai.

60. La schiuma dell'uva è simile alla tempesta sul mare; la nave trema e rabbrividisce; il capitano è spaventato.

61. Quella è la tua ebbrezza, o tu santo, e i venti trascinano rapidamente l'anima dello scriba nel felice cielo.

62. O Signore Iddio! che il cielo sia abbattuto dalla furia della tempesta! che la schiuma dell'uva tinga la mia anima con la Tua luce!
63. Bacco invecchiò, e fu Sileno; Pan fu sempre Pan per sempre e sempre più attraverso gli eoni.

64. Inebria l'interno, o mio innamorato, non l'esterno!

65. Così fu - sempre lo stesso! Io ho mirato alla sbucciata bacchetta del mio Dio, e ho colpito; sì, ho colpito.
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