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    Charles Starkweather

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    Charles Starkweather

    Messaggio Da Angelodiluce il Mar Apr 20, 2010 8:45 pm


    Nome Completo: Charles Raymond Starkweather

    Nato il: 24 novembre 1938

    Morto il: 25 giugno 2959

    Vittime Accertate: 11


    La vita di Charles Starkweather, nato in Nebraska nel 1938 e terzo di sette figli, si potrebbe esaurire nell'analisi di questi due semplici punti temporali: undici omicidi in poche settimane. Condanna a morte eseguita prima dei ventun'anni d'età. Ad azione corrisponde sempre una reazione, la società degli Stati Uniti colpita dall'efferatezza di un giovane uomo rispose con altrettanta durezza e intransigenza.

    Una storia come tante altre, quella del giovanissimo spree killer del Nebraska, se non fosse che ha ispirato film di successo come Natural Born Killers di Oliver Stone o i precedenti Badlands e True Romance (scritto da Quentin Tarantino), canzoni graffianti come Nebraska di Bruce Springsteen e libri di verità e riflessione come il bestseller Outside Valentine, scritto da Liza Ward, nipote di una coppia uccisa da Starkweather.

    La riflessione sulle motivazioni e le cause scatenanti della serie di omicidi perpetrata da Starkweather (e dalla sua complice) non permette, anche a distanza di cinquanta anni dagli eventi, di archiviare ciò che accadde tra il dicembre 1957 e il successivo gennaio, come un semplice fatto di cronaca nera nella più profonda provincia americana.

    Ed è proprio come un idolo dell'America anni cinquanta che Starkweather desiderava presentarsi a chiunque lo incrociasse. Blu jeans, capelli spettinati, occhi vuoti d'espressione e sigaretta sempre in bocca, richiamava volontariamente l'attore James Dean e si poteva considerare a ragione un esempio della "gioventù bruciata" di quell'epoca, molto simile a quanto era richiamato dall'opera culto hollywoodiana.

    Infatti, Starkweather non era molto diverso da altri adolescenti cresciuti nell'agricolo e sonnolento stato del Nebraska. Studiò poco e con scarso profitto, anche a causa di una leggera balbuzie che lo avrebbe reso lo zimbello degli altri compagni di scuola, si avvicinò presto al lavoro, umile e mal retribuito, per proseguire poi in una vita scialba che lo avrebbe forse condotto all'alcolismo o a qualche altro tipo di dipendenza nei successivi, tribolati, anni sessanta.









    A modificare questo possibile futuro, giunse però Caril Ann Fugate.
    Quattordici anni, una bellezza piuttosto ordinaria dal sorriso sincero, la giovane Fugate divenne il naturale complemento di Charles Starkweather, l'innesco di quella scia di violenza, sesso e alienazione che li avrebbe resi tristemente famosi. La relazione tra i due è probabilmente il miglior esempio di come una coppia possa sviluppare impulsi omicidi patologici sostenendo a vicenda le proprie individualità deviate.

    Fu proprio a causa della passione provata per Caril Ann che Starkweather uccise la prima volta e successivamente divenne un omicida seriale.
    Il 1 dicembre 1957, in cerca di denaro forse per potersi permettere un regalo alla fidanzata, Charlie, come era solitamente chiamato, prese la decisione di rapinare una stazione di servizio nelle vicinanze della cittadina di Lincoln. La rapina in sé filò liscia, in quanto gli procurò il denaro, centotto dollari solamente, che spese in fretta prima del natale dello stesso anno, tuttavia qualcosa dovette andare tremendamente storto quella sera, perché il giovane che si occupava della rivendita di carburante, il ventunenne Robert Colvert, fu rapito, condotto in una zona isolata e successivamente ucciso con un colpo di pistola alla testa.

    Sebbene una volta arrestato nel gennaio 1958, Starkweather abbia affermato che quel primo omicidio lo avesse fatto "sentir bene" e avesse ridotto notevolmente i mal di testa derivanti da un colpo al capo, ricevuto durante il suo lavoro in un'officina, non fu quel giorno che cominciò la sua carriera di omicida seriale.

    Le cattive abitudine del ragazzo non consistevano solamente nel rapinare e uccidere segretamente, ma anche nel girare spesso armato. Tale condotta, mai interrotta neppure nelle visite alla casa di Caril Ann, contrastava con qualunque principio di buona condotta che genitori premurosi come i Fugate avrebbero desiderato vedere nel fidanzato della propria figlia. Fu per questo motivo che il patrigno di Caril Ann le vietò espressamente di rivedere Starkweather. Come ogni adolescente che si rispetti, all'ordine perentorio seguì un altrettanto inevitabile rifiuto.

    I due continuarono a vedersi e rafforzarono la propria relazione fino al punto in cui Charlie il 21 gennaio 1958, armato di fucile, si presentò a casa Fugate per ricevere la "benedizione" che pensava dovesse spettare alla loro unione.

    Inutile dire che la posizione di rifiuto dei genitori di Caril Ann fu irremovibile. Come ricompensa, furono entrambi assassinati, la madre per prima.

    A questo punto, nella successiva fase processuale della ricostruzione degli eventi, i fatti divennero nebulosi in merito alla sorte della piccola Betty Jean Fugate, due anni d'età, sorellastra di Caril Ann. Non è chiaro se la sorella maggiore abbia in qualche modo partecipato all'omicidio dei genitori e poi insieme al fidanzato abbia deciso di eliminare anche la bambina oppure Charlie glielo abbia comunicato a cose fatte. Unico elemento sicuro è che anche la piccola Betty Jean fu uccisa e sepolta insieme ai genitori, fuori casa.

    Da questo momento in avanti, il ruolo della quattordicenne, che per qualche tempo durante la successiva fuga fu considerata semplicemente un ostaggio, divenne di piena complicità.

    Non fuggì, non diede l'allarme, né provò in alcun modo ad accusare Charles Starkweather. Anzi, quando i parenti e la polizia si interessarono alla mancanza dei genitori e della sorella, sostenne la versione che tutti quanti erano affetti da una forte influenza, tanto da appendere un cartello riportante questa scusa sulla finestra di casa.

    L'improponibilità della giustificazione non fu ritenuta tale dalla polizia locale, così da permettere ai due di continuare a vivere in quella casa per altri sei giorni, indisturbati. A partire dal 27 gennaio, ogni possibilità di sostenere più a lungo quella scusa puerile dovette essere chiaro anche per Starkweather e la sua compagna. Fu così che, sebbene senza una meta precisa, fu presa la decisione di fuggire. Fu anche l'inizio di una scia di sangue e uccisioni, che ai tempi apparve interminabile, e una delle più grandi cacce all'uomo che la storia criminale statunitense ricordi (nelle ricerche furono impegnati oltre milleduecento tra agenti di polizia e uomini della Guardia Nazionale).


    Altre otto persone furono uccise da Charles Starkweather, con la complicità o il consenso di Caril Ann, per le più svariate ragioni, tutte immancabilmente futili. Reperire un'auto per la fuga, raccogliere i soldi per spostarsi verso lo stato del Wyoming, trovare un luogo sicuro in cui passare una notte con un tetto sopra la testa, qualunque motivazione poteva essere valida per trovare la morte, nel caso si fosse incrociato il loro cammino.

    Potrà sembrare paradossale, ma fu proprio la giovane età degli assassini a spaventare maggiormente l'opinione pubblica del Nebraska e della nazione intera. In uno stato abituato a trattare con una gioventù linda e obbediente, la fama improvvisa e tragica di Starkweather e della Fugate fu una presa di coscienza immediata del malessere giovanile dilagante per il paese. La risposta a tale malessere, comunque, non fu un tentativo di comprensione e soluzione, bensì un completo rifiuto, terminato in un processo veloce e un'esecuzione senza tanti fronzoli.

    Non che l'accusa (e pure la difesa) non abbiano provato a rinnegare, con un eccesso quasi psichiatrico di rifiuto dell'accaduto, la piena capacità di Charlie, sottolineando il suo basso quoziente intellettivo e le sue carenze culturali. Ma come lo stesso destinatario di queste attenzioni ebbe a rimarcare sdegnosamente nel rifiutare qualsiasi diminuzione di pena legata all'insanità mentale, "nessuno si ricorda dei matti". Affermazione quanto mai vera per un individuo che è stato ispirazione di opere letterarie, musicali e cinematografiche.

    Essere innalzato a simbolo di quanto di negativo esisteva al mondo dalla classe borghese e benpensante degli anni cinquanta americani fu probabilmente una risposta che dovette soddisfare questo giovane uomo in cerca di una propria identità. Perché il "sentirsi diverso" fu sicuramente uno sprone iniziale agli omicidi, ma non il solo. Possedere il potere di imporre la propria volontà attraverso le minacce e la violenza dovette essere un'altra componente importate della sua vita durante quelle settimane di gennaio.

    Un esempio di quanto appena scritto ci è mostrato nell'incontro breve e tragico tra i due fuggiaschi e la famiglia Ward e la loro giovane cameriera. Come ci racconta la nipote Liza Ward nel suo resoconto romanzato degli avvenimenti - frutto in maggior parte di quanto scoperto in età adulta, poiché come la stessa autrice ci conferma, nella sua infanzia in famiglia la tragedia fu rimossa e se ne parlò pochissimo - i Ward e Lilian Fencl furono uccisi per un'assurda incomprensione tra loro e Starkweather durante la colazione richiesta quella mattina. Sul luogo, in cucina, rimasero tracce della frenetica attività delle due donne per cambiare il piatto principale del pasto dai pancake ai waffle, c'è chi dice su richiesta di Caril Ann, e del tentativo disperato di resistenza che oppose il signor Ward prima di essere assassinato insieme agli altri occupanti della casa.

    La fuga dei due adolescenti non finì quel giorno, perché ci fu tempo di colpire un'ultima vittima, Merle Collison, prima che l'inseguimento si concludesse con il loro arresto. Non terminarono, né pare abbiano mai pensato a farlo, la loro cavalcata con una fine gloriosa alla Thelma & Louise, bensì preferirono la resa e il giudizio impietoso dei loro inseguitori.

    Si può affermare, con poche possibilità di smentita, che qualunque sentimento fosse esistito tra Charlie e Caril Ann terminò o almeno cambiò radicalmente con l'arresto. Una volta separati, tanto nella reclusione quanto nel loro destino processuale, la ragazza tentò di distinguere la proprio condotta da quella del compagno, di evidenziare come fosse stata trascinata nella fuga contro la sua volontà. La giuria incaricata di decidere sul suo caso dovette almeno in parte crederle, in quanto non fu condannata a morte e venne successivamente rilasciata sulla parola nel 1976.

    L'esecuzione sulla sedia elettrica fu invece la conclusione inevitabile dell'esistenza deaniana del suo fidanzato.

    Undici omicidi e una condanna a morte prima dei ventun'anni di età, si scriveva all'inizio su Charles Starkweather, tuttavia la sua esperienza si può considerare l'antesignana di altre che avrebbero funestato la provincia americana, una su tutte l'eccidio avvenuto nella scuola di Colombine. La costruzione di un mondo altro da quello ovattato che la società gli imponeva, il tentativo di sostenerlo il più a lungo possibile con la violenza e la fine tragica che lo aspettava non erano affatto sconosciuti a Charlie, che infatti ebbe a dire: "Ho odiato e sono stato odiato. Avevo il mio piccolo mondo da tenere vivo il più a lungo possibile e la mia pistola. Quella era la mia risposta".

    Due mondi a confronto, quindi. La società normale e la sua controparte alienata, l'ordine e la violenza o, se vogliamo astrarre e semplificare, il bene contro il male secondo i canoni dell'uomo medio.

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