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Robert Berdella

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Robert Berdella

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Apr 20, 2010 8:43 pm


Nome Completo: Robert Berdella

Soprannome: The Butcher of Kansas City

Nato il: 31 gennaio 1949

Morto il: 8 ottobre 1992

Vittime Accertate: 6 ma si sospetta fino a 20

Modus Operandi: Attirava giovani ragazzi a casa per poi drogarli, stuprarli, torturarli e infine ucciderli


Robert Berdella: infanzia e adolescenza
Poco si sa dell'infanzia di Robert Berdella: nato a Cuyahoga Falls (Ohio), figlio di un operaio della Ford e di una casalinga, battezzato Cattolico, passa una infanzia relativamente tranquilla sebbene il padre lo picchi occasionalmente con una cinghia e preferisca nettamente l'altro figlio.
Pur ottenendo voti generalmente alti viene reputato un alunno problematico cui è difficile insegnare.
Frequenta un istituto d’arte e cominciano i primi problemi: tortura alcuni animali (cani, volatili) e in una occasione sperimenta su un cane diverse sostanze per iniezione.

Il suo sedicesimo anno di età è decisivo, quasi un anno zero che determinerà tutti i futuri sviluppi: nello stesso anno muore suo padre (e la madre si ri-sposa in breve tempo), Robert cessa di frequentare la chiesa, viene stuprato da una persona con cui lavorava in un ristorante e assiste in televisione al film The Collector, tratto dal noto romanzo di John Fowles.

Da qui in avanti è un insieme di esperienze tipiche: viene arrestato (e rilasciato) due volte per spaccio di droga, si rende sempre più conto della sua omosessualità (anche se fin verso i 30 anni non sarà sessualmente molto attivo), diventa un ottimo cuoco, ricercato da molti locali della zona e scrive persino qualche recensione di ristoranti per periodici di Kansas City.


Robert Berdella: vita da solo
Compra la casa in Charlotte Street e decide di affittare una bancarella nel locale mercato delle pulci, che battezza Bob’s Bazaar Bizarre: vende il consueto paraphernalia legato all’esoterismo. L'attività cresce con il tempo al punto che Berdella la preferirà alla carriera di cuoco (1981).

Il periodo fra il 1982 e il 1984 è l’altro momento focale, il secondo salto quantico nella vita di questo serial killer, dopo il suo sedicesimo anno di vita: nell'82 con il suo outing, vive per alcuni mesi una intensa storia d'amore con un reduce del Vietnam, una persona problematica che lo segna profondamente per poi lasciarlo dopo breve tempo.
Robert per reazione comincia a frequentare il mondo della prostituzione maschile, i tempi sono maturi per tradurre in realtà le visioni che tanto lo avevano colpito mentre guardava The Collector.

Per narrare le sue atroci gesta si può benissimo cominciare dalla fine, ovvero da quando la polizia, il 2 aprile del 1988, in seguito a una telefonata, accorre nei pressi di Charlotte Street, Kansas City. Gli agenti soccorrono un uomo evidentemente malconcio: occhi arrossati, un piede gravemente ferito, vari segni sul corpo, nudo con la sola eccezione di un guinzaglio da cane al collo.

L’uomo, in evidente stato di shock, impiegherà un po’ a rilasciare la sua deposizione che darà il via alle indagini. Chris Bryson, questo il suo nome, asserisce di aver seguito, alcuni giorni prima, Bardella in casa sua: Bryson (22 anni) è un prostituto ed era convinto di poter fare qualche soldo facile e di non avere nulla da temere da un Bardella evidentemente bello rotondo e fuori forma.
Una volta in casa Bryson rimane perplesso dalle condizioni del piano terra: pile di immondizia, giornali, avanzi sparsi per tutto il pavimento e un forte odore di feci di cane.
Berdella possiede tre Chow Chow e convince la sua vittima a salire al piano di sopra per stare un po’ tranquilli ma, quando Bryson è quasi arrivato al primo piano viene stordito da un colpo alla nuca e, barcollante, avverte una puntura al collo: la botta combinata con la droga mandano K.O. il ragazzo.

Cominciano così per Bryson 4 giorni di terribile torture, legato a un letto: sgorgante negli occhi, scosse elettriche ai testicoli, stupri, pestaggi con tubi e minacce di morte nel caso non si adatti al suo nuovo ruolo di schiavo sessuale.
“Se non fai il bravo finirai nella spazzatura come gli altri” gli diceva Berdella mostrandogli delle polaroid di ragazzi legati e torturati. Alcuni parevano morti.

Bryson riesce a liberarsi per una trascuratezza di Berdella, che il 2 aprile lo lega con le mani avanti invece che dietro, lasciandolo poi da solo: il ragazzo riesce a bruciare le corde con alcuni fiammiferi e a liberarsi, gettandosi poi dalla finestra e arrivando in strada.

Inizia quindi una lunga indagine che, attraverso la perquisizione della casa, rivelerà come dietro la consueta facciata da bravo cittadino (partecipava persino a ronde cittadine contro il crimine) Berdella nascondesse una personalità sadica e assetata di controllo.


Robert Berdella: il Diario
Il killer teneva un accurato diario nel quale riportava con pignoleria ogni tipo di tortura effettuata sulle sue vittime, con conseguente risposta psico-fisica del paziente.
Attraverso la consultazione di queste note, vari interrogatori del killer, ricerche sul luogo e testimonianze assortite si può ricostruire una timeline approssimativa riguardante i sei omicidi e le rispettive modalità.

Luglio 1984. Comincia a frequentare un giovane prostituto, Jerry Howell (19 anni), lo porta in casa, lo droga, lo lega al letto, lo stupra ripetutamente.
Howell muore dopo un giorno di questo trattamento, per asfissia. Robert lo appende a testa in giù e lo scanna, facendo colare via il sangue, in seguito lo taglia a pezzi che chiude poi in sacchi della spazzatura, sbarazzandosene. Durante l'intera operazione tiene un diario molto aggiornato.

Aprile 1985. Invita un conoscente, Robert Sheldon, a stare a casa sua. È intenzionato a drogarlo e usarlo come schiavo sessuale ma Sheldon lamenta malesseri a causa delle droghe e Berdella lo porta addirittura da un medico, salvo poi tornare a drogarlo con sedativi, legarlo al letto e procedere a torture e stupri per parecchi giorni.
Arriva un operaio a lavorare sul tetto della casa e il killer opta per uccidere Sheldon (sacchetto sulla testa), facendolo poi dissanguare nella vasca da bagno.
Lo smembra e ne butta nuovamente i resti nell’immondizia, tranne la testa che seppellisce in giardino.

Nel corso di questo anno altre due persone (Mark Wallace e James Ferris) subiscono lo stesso trattamento.

Giugno 1986. Incontra un gigolò che conosceva da qualche tempo, Todd Stoops e lo invita a casa. Solito procedimento di droga e torture, ma questa volta il tutto dura parecchie settimane e le torture diventano sempre più violente, compresi episodi di fist fucking particolarmente traumatici che provocheranno infine la morte di Stoops per lacerazione dell'ano e conseguente setticemia che Berdella tenterà di curare con iniezioni di antibiotici per cani miste a sgorganti e liquidi vari.

Giugno 1987. Invita a casa un vecchio amico appena uscito di prigione, Larry Pearson. Lo droga e lo tortura per 6 settimane: a un certo punto Pearson riesce a ribellarsi e morde con forza il pene di Berdella che deve recarsi in ospedale, dove lo invitano a farsi ricoverare per una operazione, Prima del ricovero Berdella avvolge un sacchetto di plastica in testa a Pearson e, tornato a casa alcuni giorni dopo, ancora debole per l'operazione, si libera del corpo come al solito, ma tiene la testa che seppellisce nel giardino al posto di quella di Sheldon.
Il teschio di Sheldon, recuperato, viene tenuto in bella mostra in camera da letto, insieme a un sacchetto contenente denti umani.

Robert Berdella: la fine
Pearson sembra essere la sua ultima vittima in quanto nel 1988 Berdella verrà arrestato in seguito alla fuga di Bryson e infine processato e trovato colpevole di 6 omicidi.

Seguirà la solita trafila di richieste di rinvio e trucchi legali, con la particolarità che Berdella patteggerà con le autorità: si dichiara colpevole dei 6 omicidi e in cambio ottiene la commutazione da pena di morte a ergastolo e la polizia rinuncia a ulteriori perquisizioni della casa.

In carcere Berdella si lamenterà spesso delle condizioni di vita, con particolare menzione per un suo reclamo riguardante gli scarafaggi presenti in cella, richiamo che farà scalpore e spingerà una radio locale a chiedere ai suoi ascoltatori di raccogliere scarafaggi e inviarli in busta al povero serial killer.
Parlando con altri detenuti il killer affermerà di avere ucciso una ventina di persone ma non saranno possibili ulteriori indagini.
Robert Berdella morirà per infarto l'8 ottobre 1992.

Rimangono alcuni punti insoluti in tutta la vicenda, vuoi per trascuratezza nelle indagini, vuoi per falsi scoop creati ad arte dai media, vuoi per la solita montagna di dicerie che accompagnano casi come questo.

Si è detto a più riprese che Berdella agisse dietro gli ordini di una non meglio specificata setta satanica, ma vari interrogatori non hanno mai portato a nulla di concreto, così come è impossibile determinare se il killer abbia dato da mangiare carne umana ai suoi cani.
Alcuni affermano che l’assassino sia morto in carcere non per infarto bensì per avvelenamento, ma non è mai stata effettuata una autopsia sul suo cadavere.

Occorre rimarcare come sia già la seconda volta che, in occasione dello studio di casi di serial killer, faccia la sua comparsa Il Collezionista di John Fowles, vuoi sotto forma di romanzo o di film da esso tratto.
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