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LA COMPOSIZIONE CORPOREA

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LA COMPOSIZIONE CORPOREA

Messaggio Da Angelodiluce il Lun Apr 12, 2010 4:00 am

segreto della dieta con aminoacidi
Seguendo una qualsiasi dieta, l'organismo viene posto in stato di stress. Immediatamente vengono apprestati dei meccanismi di difesa e di compenso, il primo dei quali è di usufruire del deposito di proteine, presenti in particolare nei distretti muscolari. Ecco allora la discesa dell'ago della bilancia. Ma è una falsa vittoria. In realtà la riserva dei grassi (trigliceridi di deposito) resta per lo più inalterata. Nella dieta con aminoacidi puri, al contrario, si educa l'organismo a una condotta metabolica. Ingerendo sotto stretto controllo medico gli aminoacidi essenziali (i mattoni per costruire le proteine), l'organismo non ha bisogno di defraudare il deposito proteico, lasciando così inalterato il tono muscolare e iniziando dalla seconda settimana a eliminare i grassi depositati sui fianchi e sull'addome. In particolare scende la massa grassa e resta quasi inalterata la massa magra. La conseguenza è che mentre il calo del peso sembra lento, in realtà la quota che diminuirà sarà quasi interamente a carico della massa grassa. I vestiti si allargheranno più velocemente del numero dei kg. persi.
La dieta è quindi in realtà una terapia della durata di sette settimane di ciclo base, durante il quale si richiede un'osservanza scrupolosa. Al termine e dopo aver raggiunto il traguardo prefisso,basterà (ecco il segreto!) vigilare sulla taglia dei vestiti. Al primo cenno di restringimento, dopo aver avvertito il dr.Viscardo inserire una o due settimane di dieta e tutto tornerà a posto.



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Consigli generali per una dieta
La dieta è un’armonia di vita e non una semplice astensione dal cibo. La dieta diventerà una disciplina accettata anzi desiderata, solo se obbedisce a un fine. Raggiungere la guarigione da una patologia non è sufficiente; scopo principale è amare il proprio corpo, raggiungere la leggerezza dei pensieri, l’elasticità muscolare, l’armonia estetica, la gioia di poter indossare qualsiasi abito e in qualsiasi stagione della vita. In una parola, il benessere.
Non ti consiglio di saltare mai un pasto: equilibrare il peso significa, come già detto, trovare un’armonia e non infliggere una punizione all’organismo.


Se inizierai una dieta non guardare tanto la bilancia per il peso totale....

osserva invece la taglia dei vestiti che si ridurrà man mano che diminuirà la tua massa grassa.

Come fare?







LA COMPOSIZIONE CORPOREA

Per un programma dietetico di vita, oggi non basta più rilevare il peso totale con una comune bilancia ma stabilire quattro elementi principali:

il peso totale

dell’indice di massa corporea (BMI)

la massa magra (muscoli, ossa, acqua)

la massa grassa (trigliceridi di deposito etc)

Il rispetto di tutti questi criteri è indispensabile e occorre cifrarli ed analizzarli separatamente. Questo è il vantaggio della loro misura attraverso il metodo di impedenziometria bioelettrica scoperto dal Prof.A.L.Thomasset nel 1970. Il principio tecnico segue una bilancia munita di generatore di segnali ad alta frequenza e di un rilevatore di precisione. Una corrente di debole intensità (qualche milionesimo di ampère e che non presenta alcun pericolo in condizioni di normalità) percorre gli arti inferiori permettendo il rilievo della loro resistenza. Quest’ultima, che dipende dall’acqua in essi contenuta ed è costante (73%) all’interno dei muscoli, indicherà la massa magra dell’intero organismo tenendo presente il sesso, l’età e l’altezza del paziente. Sottraendo la massa magra dal peso totale, avremo il rilievo della massa grassa.

1) il peso totale. Il peso viene considerato solo un punto di partenza per gli ulteriori calcoli e da solo non consente di dedurre un criterio di normalità, poiché il vero eccesso di peso è dovuto ad una forte concentrazione di grasso.

2) l’indice di massa corporea (BMI) E’ il secondo indicatore del peso forma. Si calcola dividendo il peso per il quadrato dell’altezza espresso in metri. In base alla tabella ormai riconosciuta dall’OMS si è in grado di conoscere i livelli di normalità (18-25) o di eccesso di peso (25-30) e addirittura di obesità (oltre 30) del soggetto in esame.

3) la massa grassa. La massa grassa è diversa dal tessuto adiposo. Il tessuto adiposo è fatto di cellule che contengono la massa grassa, un poco d'acqua e proteine. La massa grassa è costituita prima di tutto dei trigliceridi di deposito, cioè di una materia amorfa indispensabile come riserva di energia. In caso di fabbisogno, l’organismo ne preleverà una determinata quantità trasportandola nel fegato ove sarà trasformata in glucosio che costituisce la vera fonte energetica delle cellule. Quando è in eccesso nel tessuto adiposo, la massa grassa può danneggiare la salute alimentando l’ipertensione, l’iperglicemia e il diabete con conseguenze importanti soprattutto a carico del sistema cardiovascolare. Quando la massa grassa diventa troppo debole, i grassi nobili scompaiono progressivamente determinando una flaccidità delle strutture, una minore resistenza alla fatica e alle variazioni di temperatura.

CHI E' OBESO? Per l'obeso, l'aumento ponderale è accompagnato da un aumento della massa grassa (dal 57 al 75% dei soggetti in eccesso di peso) e dei tessuti magri (dal 25% al 33% dei soggetti in eccesso di peso). L’aumento della massa magra è dovuto soprattutto all'aumento della massa muscolare necessaria al trasporto del peso in eccesso. Così se si prendono dieci chili, il sovraccarico adiposo reale sarà di 7,5 chilogrammi circa; il resto è un adattamento fisiologico che verrà corretto spontaneamente se la massa grassa non verrà ridotta. Una dieta o un metodo dimagrante giusti dovranno permettere una diminuzione della massa grassa e un mantenimento dei tessuti magri, al riparo di sensazioni fastidiose durante il dimagrimento (malesseri, gambe gonfie, tessuti flaccidi etc.). Le misure della composizione corporea permettono di valutare un eventuale sovraccarico adiposo e di seguirne l'evoluzione se si è deciso di perderlo. Se il sovraccarico esiste, un'alimentazione adattata e più equilibrata, nonché un'attività muscolare più intensa sono senza dubbio necessarie. Per riprendere l'attività fisica, è prudente, se non indispensabile, procedere prima di tutto ad un check-up medico (cardiaco e endocrino, in particolare. In caso di sovraccarico importante (>10 chili di grasso) per perdere veramente, definitivamente e soltanto del grasso, si consiglia di farsi aiutare da specialisti. La massa grassa aumenta indipendentemente dall'obesità con l'età, al ritmo di +1 grammo di grasso al giorno in entrambi i sessi, ossia di +1 kg ogni tre anni. L'aumento del grasso esiste anche negli sportivi, ma questi partono da valori molto inferiori. Per i sedentari, è sempre possibile tentare di avvicinarsi alla curva di massa grassa degli sportivi: il grasso continuerà ad aumentare, ma più lentamente!

4) la massa magra

E’ la parte più nobile dell'organismoed è costituita dai muscoli, dalle viscere, dalle ossa e dall'acqua. Se la massa magra diminuisce dì oltre il 50%, la vita dei soggetto è in pericolo: si tratta di denutrizione o a volte, di disidratazione. La denutrizione provoca un'alterazione delle difese immunitarie e diminuisce la resistenza allo stress. La misura della massa magra potrà attirare precocemente l'attenzione in caso di perdita progressiva della massa cellulare (malattia infettiva o endocrina, anoressia organica o psichica etc). La misura della massa magra, da sola, è tuttavia sufficiente nelle grandi denutrizioni per le quali un check‑up specialistico è necessario. Nel soggetto che invecchia (dopo i 40 anni ), si osserva un aumento progressivo della massa magra, ma anche la sua perdita progressiva. Nell'anziano, il peso non aumenta sempre in modo significativo, ma la diminuzione della massa muscolare è rilevante, limitando le attività. Per rimanere giovani, si consiglia quindi di praticare un'attività fisica, anche se moderata (marcia, fai da te) ma quotidiana. Nello sportivo, la massa magra in genere aumenta (superiore ai limiti teorici), ma questo aumento può essere ottenuto soltanto grazie ad un'attività molto prolungata. Quando si riprende un'attività sportiva, l'aumento della massa muscolare è molto lento (sono spesso necessari diversi mesi prima di costatare un risultato tangibile). La ripresa di un'attività fisica viene accom­pagnata da un migliore equilibrio idrico. L’aumento della massa muscolare è mascherato da un migliore drenaggio dell'acqua che stagna nei tessuti inerti, come il tessuto adiposo. Il tessuto adiposo diminuirà prima di un reale aumento della massa magra. L'attività fisica migliorerà in un primo tempo le prestazioni cardio-respiratorie e l'ossigenazione dei tessuti, in modo da permettere una migliore utilizzazione dei grassi nello sforzo.



I VERI OBBIETTIVI DI UNA DIETA

Per il trattamento del sovraccarico adiposo occorre un'alimentazione equilibrata, una dieta alimentare stretta o un trattamento medico non devono provocare una perdita della massa magra superiore al 33% dell'eccesso di peso iniziale. La perdita di peso non deve essere superiore a un chilogrammo a settimana.

L'esercizio fisico associato ad una dieta permette di mantenere la massa magra durante le diete dimagranti. Dopo un dimagrimento, l'esercizio muscolare permette di mantenere un peso stabile più facilmente ed evita il fenomeno yo-yo (ripresa massiva di massa grassa ad ogni tentativo di dimagrimento).

a) Una composizione corporea normale è quella che permette contemporaneamente:

di mantenere un peso nei limiti accettabili (IBM o indice di massa corporea ) tra 18 e 25; e di avere una muscolatura adattata al proprio tipo di vita (professione, sport)

di avere una massa grassa che costituisca il minor rischio possibile per la salute (assenza di sovraccarico con tessuto adiposo sufficiente per le secrezioni ormonali, per la lotta contro il freddo, per la tolleranza alle vibrazioni durante gli spostamenti ... ),

una soddisfazione estetica personale.

b) la composizione corporea diventa anormale quando uno dei suoi elementi (massa grassa, massa magra e acqua, peso) aumenta eccessivamente o diminuisce eccessivamente. Qualsiasi differenza importante di uno degli elementi rispetto ai valori limite stabiliti deve attirare l'attenzione per comprendere la ragione dello 'strappo'.La composizione corporea può diventare anormale in circostanze variabili: manipolazioni dietetiche non adattate (auto‑terapia, diete anarchiche, troppo prolungate, non adattate), disturbi dei comportamento alimentare (anoressia e/o bulimia), stress ripetuti e problemi psicologici, attività fisica troppo intensa e prolungata, malattie diverse. le variazioni rapide della composizione corporea devono consigliare la consultazione di un medico.



LA DIETA PER DIMAGRIRE CON GLI AMINOACIDI

I testi riguardante la dieta con aminoacidi sono tratti o si ispirano allo studio pubblicato del Prof.Francesco Saverio Dioguardi "Gli aminoacidi, il futuro" promosso da Nuova Atma Physis srl.

Perdere peso non è la stessa cosa che dimagrire. Dimagrire è un investimento che si fa per il proprio futuro. Si deve imparare a dimagrire ed imparare costa un po' di fatica. Dopo l'adolescenza il corpo umano è formato da organi che non si modificano più: lo scheletro, il cuore, i reni, l'intestino, il sistema nervoso, etc. Esistono però due organi che, a fronte delle nostre scelte di vita, decidono quanto debbono essere grandi: i muscoli e il tessuto adiposo. Il corpo umano è una macchina complessa che richiede un abbondante quantitativo dicarbonio, ossigeno, idrogeno e azoto. In linea del tutto teorica potremmo vivere solo di proteine (e quindi di aminoacidi) perché queste ci garantiscono tutti gli atomi indispensabili per la vita, mentre non potremmo vivere di soli carboidrati e lipidi, perché questi alimenti non sono in grado di ridarci l'Azoto che perdiamo nelle vie metaboliche.



L’ALIMENTAZIONE E GLI AMINOACIDI

Gli aminoacidi sono contenuti nei cibi sotto forma di lunghe catene chiamate proteine. Per i mammiferi, esse rappresentano la risorsa con cui rifornirsi di azoto. Carbonio, ossigeno ed idrogeno sono introdotti anche attraverso i carboidrati (gli zuccheri) e i lipidi (i grassi), ma solo gli aminoacidi contengono l'azoto indispensabile all’organismo. Proteine, carboidrati e lipidi sono detti macronutrienti perché per vivere dobbiamo mangiarne in quantità elevata, decine o centinaia di grammi, rispetto agli altri alimenti, i micronutrienti, di cui ci bastano piccole o piccolissime quantità come ad esempio le vitamine di cui ci bastano millesimi di grammo.

Ciò che noi mangiamo è assai diverso da quanto i nostri organi saranno in grado di utilizzare. La trasformazione del cibo che introduciamo in sostanze utilizzabili avviene all’interno del fegato, al quale compete anche il compito di trasformare, in materiale eliminabile (soprattutto attraverso l’apparato digerente e urinario) quanto non si riveli necessario al fabbisogno.

Il fegato, organo di straordinarie capacità nell’elaborazione chimica, pur essendo capace di utilizzare gli aminoacidi per produrre carboidrati o grassi (se ve ne fosse la necessità) in glucosio di energia, non è tuttavia in grado di sostituire gli aminoacidi né con i carboidrati né con i grassi. Ecco la necessità assoluta di introdurre aminoacidi o attraverso gli alimenti o mediante prodotti puri allo scopo di costruire le proteine di struttura o di difesa.

Anche le sostanze che ci difendono dalle infezioni (le gammaglobuline) sono costituite da proteine. Chi fosse malnutrito di proteine presenta, infatti, una maggiore facilità di ammalarsi e difficoltà a guarire. Coloro che sono gravemente malnutriti contraggono, ad esempio, più frequentemente un’infezione all’apparato respiratorio, perché il polmone è in contatto diretto e ripetuto con i germi presenti nell'aria.

Il serbatoio di riserva degli aminoacidi è il muscolo. Qualora si presentasse un bisogno di aminoacidi e non se ne introducessero abbastanza con l'alimentazione, il muscolo si appresterebbe a"sciogliere" le sue catene di aminoacidi (le proteine) allo scopo di rifornirne l'organismo. In sostanza, nel caso avessimo terminato le riserve di zuccheri (in situazioni di particolare fatica) l’organismo trasformerebbe alcuni aminoacidi in glucosio di energia. I muscoli non utilizzati nello sforzo, verrebbero come "mangiati" per produrre energia.

Se il consumo di proteine è maggiore della loro sintesi, l'organismo entra in stato di catabolismo. Tuttavia nel momento in cui alcuni particolari aminoacidi detti ramificati liberati dai muscoli, cominciano a circolare nel sangue, viene a prodursi un fenomeno di eccezione: l’organismo "capisce" che è in corso un processo distruttivo. Allo scopo di risparmiare quel consumo degli aminoacidi, esso inizia ad attivare a scopo energetico la liberazione di grassi. Questo processo di energia, unico ed uguale in ogni cellula, si chiama "ciclo dell'acido citrico" o ciclo di Krebs.

Perché un processo di dimagramento, richiesto da una precisa diagnosi medica, si traduca non a carico della massa muscolare (le diete che fanno perdere velocemente molto peso totale raggrinzare la pelle e rendono flaccidi i muscoli e i seni) ma della massa lipidica, è necessario che venga eccezionalmente introdotta una quota di aminoacidi secondo la prescrizione del medico.

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