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L'UNIVERSO E' UN OLOGRAMMA

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L'UNIVERSO E' UN OLOGRAMMA

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Dic 13, 2009 3:33 am

Un effetto imprevisto delle rilevazioni effettuate da GEO600, un potente
macchinario che studia il fenomeno astrofisico delle onde gravitazionali
potrebbe dimostrare la teoria di Craig Hogan, direttore del Fermilab Center
for Particle Astrophysics, che il nostro universo sia in realtà un
ologramma.
Il concetto può sembrare assurdo e non è chiaro quali sarebbero le
implicazioni di questa scoperta, eppure l'idea di un Universo che non è
altro che la proiezione in 3 dimensioni di eventi che accadono su una
lontanissima superficie bidimensionale potrebbe aiutare gli scienziati a
risolvere molti misteri sulla composizione della fabbrica spazio-temporale.

Situato ad Hannover, in Germania, GEO600 è una specie di precissimo
"righello" che si estende per oltre 600 metri e cerca di identificare le
onde gravitazionali che attraversano la Terra e lo Spazio, alterandone la
forma. Ogni oggetto che ha una massa, infatti, causa una piega nel "tessuto"
dell' universo. Quando due oggetti super-massicci, come possono essere due
buchi neri o due stelle di neutroni, gravitano rapidamente l'uno intorno
all'altro in un sistema binario, il loro effetto gravitazionale sullo
spazio-tempo può dar vita a un'onda gravitazionale che attraversa l'
universo come l'onda che si forma lanciando un sasso in uno stagno. Ogni
oggetto che sulla Terra viene attraversato da una di queste onde si allarga
e si stringe quasi impercettibilmente (con ampiezze di 10 alla -20°). GEO600
cerca di rilevare queste fluttuazioni attraverso un sistema di specchi.

Per molti mesi gli esperimenti di GEO600 sono stati però afflitti da un
inspiegabile rumore ed è qui che entra in gioco il "principio olografico".
Secondo molti moderni astrofisici, la composizione dello spazio-tempo non è
continua ma è composta di microgranuli la cui grandezza è pari alla
lunghezza di Planck, 10 alla -35°, cento miliardi di miliardi di volte più
piccoli di un protone . È un concetto simile a una fotografia digitale che
diventa pixelata quando viene ingrandita a sufficienza. Questi granuli sono
impossibili da rilevare con gli esperimenti attuali.

Secondo la teoria di Hogan, come gli ologrammi presenti su carte di credito
e banconote creano l'immagine tridimensionale attraverso una speciale
pellicola che fa rimbalzare la luce, tutto ciò che esiste non è altro che la
proiezione tridimensionale dei microgranuli che esistono sulla superficie
bidimensionale della sfera che si trova ai confini dell' Universo. Al
contrario dei microgranuli stessi, le prozioni avrebbero dimensioni di circa
10 alla -16° e sarebbero potenzialmente rilevabili dagli aesperimenti
attuali. Inoltre, la differenza tra i microgranuli originali e la loro
proiezione olografica renderebbe l' universo più "sfuocato", e questa
sfuocatura si tradurrebbe proprio nell'inspiegabile rumore rilevato nelle
frequenze osservate da GEO600.

Non sarebbe la prima volta che un esperimento realizzato per conseguire un
certo obiettivo ha portato risultati completamente diversi, ancora più
eclatanti. La medesima dinamica ha caratterizzato la scoperta della
radiazione cosmica di fondo (il residuo termico del Big Bang) nel 1964. Se
la teoria di Hogan fosse verificata, sarebbe altresì ironico che un oggetto
costruitio per studiaro un fenomeno macroscopico come le onde gravitazionali
possa invece servire per dimostrare la microscopica composizone granulare
dello spazio-tempo e la sua controparte olografica.

http://blog.libero.it/NEUROTOPIA2/6371870.html
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