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Conoscenze, amicizie, karma

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Conoscenze, amicizie, karma

Messaggio Da Angelodiluce il Ven Nov 20, 2009 1:57 pm

A: Ci puoi parlare di: conoscenze, quali da approfondire o mantenere; vere amicizie e come riconoscerle; amicizie che limitano.

J: partiamo da due punti di vista che vanno tenuti presenti sempre per quanto riguarda le amicizie o le conoscenze: entrambi devono essere evolutive, entrambi devono unire.
Quando teniamo presente che ogni incontro che avvenga nella vita di un essere umano e che abbia una continuità o un significato deve essere evolutivo per entrambi, allora capiamo perché un’amicizia che si possa definire tale deve essere particolarmente importante e che non è così facile trovarla.
Ci sono diversi detti sull’amicizia, qualcuno la paragona ad un tesoro e di fatto è così. Una vera amicizia è un tesoro perché racchiude in sé tante qualità che permettono all’anima di collegarsi con il Se infinito e di arricchirsi. Ci sono amicizie che si perpetuano anche vita dopo vita, ci sono amicizie che arricchiscono in questa vita e si concludono completando il ciclo.
Partiamo quindi dal capire chi poter definire “amico”. Abbiamo già detto che un amico è colui/colei con il quale abbiamo molte affinità. Un amico è uno specchio perché ci permette di vedere il nostro comportamento rispecchiato nell’altro e ci fa capire errori da correggere.
Ma da sola l’affinità non basterebbe a far durare nel tempo un’amicizia, da sola non completerebbe il ciclo per cui due amici si cono incontrati: la guarigione di entrambi.
Guarigione da prigioni individuali e guarigione da problemi irrisolti. Un amico è un confronto continuo e costante e un amico ha il compito di farci “vedere” ovvero di innalzare la nostra anima fino alle vette più alte.
Capirete quindi che trovare un amico così non è facile e nell’arco di una vita se ne incontrano ben pochi.
L’amico vero ha a cuore il bene dell’amico, un amico vero unisce e crea armonia. Ricordate che l’anima si evolve nell’armonia non nel contrasto. Un amico ho detto l’altra volta è quanto di più vicino ci sia ad un angelo. Sta accanto, non indica se non suggerendo, accetta e osserva ed è osservato. Non c’è sesso, non c’è giudizio, non c’è nulla che separi. Un amico è come un velo che sta sopra senza toccare, solo sfiorando.
Una conoscenza è invece diversa, una conoscenza, come ho detto, nasce da affinità specifiche e di solito si limita a quelle affinità. Può sì divenire amicizia, ma non è detto. Ben poche anzi pochissime buone conoscenze diventano amicizie.
Le conoscenze però sono incontri che non sono neanche essi casuali. Anche essi hanno per il periodo che durano uno scopo, devono far vedere qualcosa, capire qualcosa. Devono in poche parole “servire”. Se una conoscenza non è al servizio evolutivo di una persona, ha poca utilità. Una conoscenza può anche servire ad accrescere l’ego e in questo caso non è positiva. Ad esempio una conoscenza adulatoria, manipolatoria o separante non è positiva. Occorre saper riconoscere e scegliere con chi si vuole passare il proprio tempo. Ogni attimo che noi trascorriamo ha un valore e il suo valore è dato da come lo impieghiamo. Il fine ultimo di tutti gli esseri umani è quello di arrivare ad una meta che per tutti è uguale: la meta è rifondersi nella Luce iniziale.
Ogni conoscenza serve ad arrivare a questa meta o ad allontanarsene. Lo abbiamo scelto prima di venire sulla terra, ecco perché si parla di incontri karmici. Ci sono incontri che a noi sembrano positivi ma che non si rivelano tali.
Il metodo per capire se un incontro è positivo è sempre usando il metro che vi ho detto all’inizio: “Quanto questa relazione sta facendo crescere la mia anima, il mio spirito, la mia conoscenza universale?”. “Quanto mi sta aiutando a vivere al meglio la mia vita?”.
Vivere al meglio vuol dire vivere senza egoismi, vivere dando il giusto valore alla materia e allo spirito. Conoscenze che ti portano solo ad accrescere la materia non sono adatte al percorso evolutivo. Conoscenze che accrescono l’ego nemmeno. Se invece cresciamo è utile che si prosegua una conoscenza.
Una conoscenza che limita non è una buona conoscenza, un incontro abbiamo detto che potenzialmente può diventare un’amicizia e un’amicizia, abbiamo detto, è quanto di più simile all’incontro con un angelo che vi sia. Un angelo non può agire sul libero arbitrio e non può limitare, lo sapete. Un’amicizia o una conoscenza non può limitare o restringerebbe e chiuderebbe invece di aprire. Non è lo scopo di una relazione quella di chiudere. Mettersi in relazione vuol dire aprirsi all’altro e attraverso all’apertura all’altro aprirsi all’universo circostante. Se c’è una limitazione c’è una chiusura se c’è una limitazione c’è una separazione.
Ricordate quanto ho detto come premessa.

A: Se gli incontri sono comunque karmici come condurre quelli che sembrano negativi?

J: Quando incontri una persona al bar oppure al lavoro oppure in una chat o in un Blog, su che basi scegli di proseguire la conoscenza? Affinità. In linea di massima le persone si incontrano e si attirano per le affinità che hanno. I simpatici, gli sportivi, gli intellettuali, i romantici, e così via.
E questo è il primo approccio.
Le persone comuni che non hanno fatto un percorso di consapevolezza proseguono la conoscenza su queste basi e poi con il tempo definiscono “amico/a” una persona con cui sembrano star abbastanza bene e con cui condividono più attività.
Nel tempo subentreranno situazioni “karmiche” che metteranno queste persone di fronte a scelte, a situazioni più o meno difficili e allora il significato di quella relazione verrà a galla, in quel caso la conoscenza/amicizia si concluderà bene o male o si sanerà e proseguirà.
Questo quando non vi è consapevolezza.
Quando vi è consapevolezza sullo scopo di una conoscenza karmica o di una amicizia il percorso è diverso.
Si scelgono le persone sulla base che ho detto prima. Se una conoscenza si rivela negativa o separatoria, va guarita o abbandonata. Se è possibile guarirla dando l’insegnamento dell’apertura e dell’amore universale, lo si faccia. Se non è possibile perché l’altro non ha la capacità o l’evoluzione per poterlo fare, si lascia con semplicità, senza aspettare che la stessa crei danni maggiori. Una relazione karmica può creare danni se la si prosegue senza consapevolezza. E può essere pericoloso affrontarne i rischi senza sapere a cosa si va incontro. La cosa importante per chi è consapevole è mantenere sempre un atteggiamento sereno, amorevole, ma staccato.
Quando una relazione non crea serenità e agio non è una possibile amicizia. Quando una conoscenza crea da subito conflitti è una relazione karmica.
Ricordate quando ne abbiamo parlato per quanto riguardava la coppia? Karma ferma ecc.?
Lo stesso vale nelle relazioni. Ci sono relazioni che frenano l’evoluzione e portano a scendere invece che a salire. Un’amicizia è un rapporto sempre sereno, angelico. In un’amicizia che sia tale la sensazione è di pace, di conforto, di reciproca serenità.
Quando c’è in qualche modo una tensione, non c’è amicizia.
Ricordate quando vi avevo parlato delle Anime Gemelle e vi dissi che in un incontro di AG non c’è passione? E che la passione c’è solo nell’incontro karmico?
Ebbene lo stesso vale nell’amicizia, quando c’è una qualche “passione”, gelosia, invida, separazione, ingordigia (voglio l’amico tutto per me) o avidità (voglio sempre stare con questo amico/a perché ci sto bene), avarizia (questo amico è tutto per me e non lo divido con nessun altro). Beh, allora in questi casi si tratta di conoscenze karmiche. Che sono arrivate per farci capire i nostri limiti, i nostri difetti, i nostri vizi, ecc. Una volta che li abbiamo capiti però non serve proseguirle. Lo stesso vale di riflesso. Ovvero noi possiamo anche non avere ingordigia nell’amicizia o avarizia, ma se la vediamo nell’altro, la riconosciamo e tanto basta.
Quando vi parlai del tempo, ve ne parlai sempre in termini evolutivi. Un incontro karmico che prende energie e tempo più del dovuto ci ferma.

A: Si può “sentire”quando è ora di terminare una conoscenza o termina da sola?

J: Occorre consapevolezza, maggiore è la consapevolezza, maggiore è la capacità di capire quando proseguire o quanto proseguire una conoscenza. Se avete compreso l’importanza del percorso evolutivo dovreste essere già in grado di discernere quali conoscenze proseguire, quali iniziare. Altre domande da porsi sono: “Questa conoscenza dove mi sta portando? Cosa sto imparando e cosa sto dando? Cosa accresce in me questa conoscenza? Quali doti? Quali difetti sta migliorando in me? Perché questa conoscenza diventi un’amicizia cosa manca? Questa conoscenza mi crea disagio o mi crea serenità? L’ambiente intorno a me ne giova o ne patisce?”
Ecco dalla risposta a queste domande potrete capire se e quanto proseguire una conoscenza o se lasciarla pian piano decadere. Una conoscenza come un’amicizia, come un amore va “innaffiata” se non lo fate, decade.
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