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Storia dell’utilizzo delle piante aromatiche

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Storia dell’utilizzo delle piante aromatiche

Messaggio Da Angelodiluce il Gio Nov 12, 2009 5:04 am

Migliaia di anni fa i nostri avi sapevano come riconoscere le piante commestibili da altre velenose o che invece favorivano la digestione o il vomito. Si servivano del naso, dello spirito di osservazione e nel caso degli sciamani del viaggio in stato di trance, per comunicare con lo spirito guida della pianta ed ottenere così preziose informazioni sull’utilizzo e le qualità psichiche.

Le virtù curative delle piante sono state così tramandate per migliaia di anni di generazione in generazione, sia oralmente sia attraverso iscrizioni o dipinti. Con la scoperta del fuoco l’uomo si accorse che alcune piante aromatiche erano buone da mangiare e che altre emanavano un odore gradevole. Bruciare le piante aromatiche, percependone il fumo salire verso il cielo, fu uno dei primi atti rituali dell’uomo: di preghiera o di invocazione degli spiriti benigni o per scacciare spiriti maligni.

Spesse volte venivano bruciate piante aromatiche in onore del Sole, della Luna, della Madre Terra o anche semplicemente per onorare un evento fausto, come la nascita di un figlio o uno scampato pericolo. Grazie a queste antiche offerte votive, spesso accompagnate da un particolare salmodiare nacquero i primi rituali e le prime forme di arti magiche.

Bruciando le piante aromatiche l’uomo si accorse che avevano anche ampi poteri su di lui: aprivano il respiro, producevano effetti stimolanti o rilassanti. Questo fu uno dei primi trattamenti a base di erbe a cui seguiranno le scoperte di tanti altri che comprendevano il cibarsene o cospargerne sul corpo attraverso un’opportuna manualità o utilizzandole assieme ad acqua, oli, terre e fanghi particolari.

La percezione sensoriale dei nostri progenitori era assai sviluppata e così il loro “fiuto” fungeva da “sesto senso”, permettendo loro di avvertire in tempo un pericolo, di trovare le tracce di un animale, di riconoscere gli effetti velenosi di una pianta ed anche l’imminenza di una malattia. Noi moderni abbiamo perso una gran parte della percezione olfattiva, e la consapevolezza della sua preziosità, visto che grazie all’affinamento della conoscenza ed alla tecnologia abbiamo sviluppato metodi di selezione, controllo e protezione dai rischi e pericoli più comuni: il buio, la mancanza di cibo e di acqua, la difesa del territorio, la preservazione della specie.

Vi racconto ora la mia scoperta delle straordinarie virtù delle piante aromatiche.

Nel 998 mi trovai in vacanza in Provenza, in Francia. Vedo un cartello che invita a visitare il "Museo degli Aromi e dei Profumi" a Gravèson en Provence, un piccolo paese situato presso Avignone. Decido di andarci. Passo vicino ad un grande giardino botanico ben curato ed arrivo presso una grande casa colonica, che ho poi scoperto si trattava di un ex monastero ristrutturato. All'esterno ed all'interno del museo mi accolgono grandi distillatori di rame di ogni foggia e soprattutto un'ondata di fragranze meravigliose, di aromi naturali emessi dai diffusori elettrici presenti in questo vasto museo olfattivo e della profumazione.

Scoprirò poi che la tradizione della profumeria e la cura con gli oli essenziali provenienti da piante aromatiche caratterizza profondamente la Provenza in particolare e un po’ tutta la Francia da molti secoli.

Tutt'ora i profumieri francesi chiamati anche "nez" (nasi in italiano) sono rinomati in tutto il mondo.

Se andiamo un po’ più indietro nel tempo, reperti archeologici testimoniano che più di 5.000 anni fa i Sumeri eccellevano nella cura con preparati derivati da piante aromatiche.

In tempi più recenti, 2.500 anni fa, gli Egiziani grazie alla loro conoscenza dei poteri degli oli essenziali preparavano unguenti, oli da massaggio, profumi preziosi utilizzati nelle funzioni sacre, nella cosmesi, nella cura delle malattie e nella imbalsamazione dei cadaveri, tanto che le loro mummie sono rimaste quasi inalterate fino ad oggi assieme ai balsami profumati che si trovavano nelle tombe dei faraoni.

Successivamente i Greci, i Romani, gli Arabi ed infine i Francesi conservarono l'arte dell'estrazione e della cura con gli aromi vegetali fino ad oggi. Similmente in Estremo Oriente la cultura tradizionale indiana e cinese utilizzava da millenni sia le essenze vegetali sia le spezie, queste ultime particolarmente richieste anche in Europa per conservare a lungo le cibarie.

Nel Medio Evo i profumieri erano particolarmente ricercati non solo per necessità estetiche ma soprattutto per le preparazioni di pozioni potentissime da "indossare" affinché gli agenti battericidi ed antibiotici contenuti negli oli essenziali potessero immunizzare il portatore delle malattie endemiche come la peste ed il colera che mietevano milioni di vittime. Naturalmente allora dei preziosi e costosi profumi facevano incetta le classi sociali più abbienti. Il popolo doveva accontentarsi delle fumigazioni prodotte da falò di piante aromatiche accesi un po’ ovunque nelle città.

Nel 1800 la rivoluzione industriale e l'avvento della chimica fecero si che in breve tempo nell'arte della cura i farmaci sintetici sostituissero quasi completamente i preparati d'origine vegetale e minerale, interrompendo così una lunghissima tradizione popolare.

Nel 1928 René Gattefossé, chimico cosmetologo scoprì casualmente nel suo laboratorio, grazie ad una grave ustione che si procurò accidentalmente ad una mano, che l'olio essenziale di lavanda puro, non deterpenato o frazionato possedeva proprietà cicatrizzanti sorprendentemente più ampie e veloci di qualsiasi altro preparato chimico farmacologico fino ad allora conosciuto.

Fu lui a coniare il termine "aromaterapia" per la prima volta nella storia moderna, pubblicando in quello stesso anno un libro dal medesimo titolo, mettendo a disposizione dei ricercatori scientifici le sue scoperte verificate anche in campo veterinario. Nella II guerra mondiale un altro francese, il Dott. Valnet si avvalse delle sue vaste conoscenze nella cura dei feriti con preparati vegetali ed in particolare con gli oli essenziali per le loro proprietà antisettiche, antibiotiche, cicatrizzanti e rivitalizzanti.

Col termine aromaterapia si definisce l'utilizzo sapiente delle proprietà curative a livello fisico, emozionale e psichico degli oli essenziali puri provenienti da piante selvatiche, di coltivazione biologica o tradizionale.

Per la loro potenza d'azione, onde evitare un utilizzo imprudente o pericoloso, è bene che il loro uso, soprattutto per via interna, sia sottoposto al parere di un esperto aromaterapeuta o di un medico competente.

Renato Tittarelli
SOAM - Scuola Olistica di Aromaterapia e Massaggio www.risoessenza.it
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