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LA DIVISIONE DEI DUE MONDI

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LA DIVISIONE DEI DUE MONDI

Messaggio Da Angelodiluce il Mer Nov 04, 2009 6:16 pm

Nel mangiare, dormire e nell'espletare altre funzioni fisiche, l'uomo non è diverso dalla bestia. Ciò che lo distingue da essa è il suo sforzo incessante di sollevarsene al di sopra sul piano morale.
- Mahatma Gandhi
Una vita che miri principalmente a soddisfare i soli desideri personali conduce prima o poi a un'amara delusione.
- Albert Einstein
Eravamo appena usciti da una conferenza sul 2012 in cui avevamo presentato delle relazioni. Un gruppetto di persone ci ferma e ci fa delle domande. Come succede spesso, ci chiedono cosa succederà esattamente negli anni futuri, se arriveranno tzunami, terremoti, se si scioglieranno i poli, se il pianeta Nibiru apparirà nei cieli. E poi ci viene chiesto come prepararsi meglio per gli eventi futuri: zainetti tattici, corsi di sopravvivenza, crearsi rifugi o bunker antiapocalisse, ammucchiare tonnellate alimenti in scatola come una sorta di megascoiattoli in vista del lungo inverno nucleare, e via dicendo. Qualcuno ha sentito anche amici parlare di “luoghi sicuri”, nelle parti più alte e inaccessibili del pianeta. Altri parlano di organizzare gruppi di sopravvivenza.
Poi ci chiedono: “Secondo voi, qual è la cosa migliore da fare?”, e noi in genere diamo questa risposta: “Cercate di voler bene a voi stessi e a chi vi sta vicino.” Silenzio. Qualcuno borbotta un “Che?” o un “Tutto qui?”. Al che aggiungiamo: “Beh, no, non solo. Dovreste anche cercare di fare qualcosa di creativo nella vostra vita, di non vivere solo per mangiare e pagare le bollette, trovate un qualcosa che vi piaccia fare, che vi faccia star bene. Dovete avere entusiasmo e non vivere nel rimpianto o nel rancore. Lasciate andare le cose che non vi danno soddisfazione o le persone che vi fanno soffrire. Cercate di sentirvi vivi ogni giorno.” Qualcuno allora nel gruppetto attorno a noi inizia a sorridere e ad annuire con la testa, altri rimangono perplessi, pensando alla loro cantina fortificata in cemento armato e schermi antiradiazioni al piombo, inzeppata di conserve e candele. “Ma cosa vuol dire?”, chiede uno.
Facciamo spallucce, e diciamo: “Dovete cercare di essere felici.” Ci obiettano che sta per arrivare la fine del mondo. “Sì, beh così suona un po’ drammatica. È la fine di qualcosa, ma anche l’inizio di una Nuova Era. Un’Era in cui si dovrà perseguire maggiormente la realizzazione spirituale di quella materiale.” C’è chi ci dice che però i terremoti ci saranno, le profezie e gli scienziati parlano di riscaldamento globale, caduta di meteoriti e quant’altro. “Si, certo”, rispondiamo, “Ma ogni gesto che noi facciamo ha un valore simbolico fortissimo. E la Natura, o l’Universo, o Dio se preferite, ci ascolta, ci guarda. Se io soccombo alla paura di morire e inizio, per reazione, ad accumulare beni materiali in una stanza quadrata*1 di cemento armato, che messaggio sto dando all’Universo? Da che parte sto spingendo, verso lo spirito o verso la materialità? Appartengo al vecchio mondo o al nuovo? Tanto, se Dio ha deciso la mia sorte, non conta dove mi nascondo o quante provviste ho. Ma la cosa peggiore è che spesso siamo noi a decidere la nostra sorte, col nostro comportamento. Ci definiamo, e inconsapevolmente ci schieriamo da un preciso lato dell’Universo. Se appartieni al Futuro, ti muovi in accordo con le nuove regole. Se per sopravvivere dobbiamo tornare in una grotta a mangiare carne di dinosauro, beh questa è una lezione che abbiamo già imparato. È tempo di andare avanti.”
E a quel punto il gruppetto che ci ascolta si è diviso in due gruppetti distinti. Uno che sorride, e l’altro che ha il muso e mugugna.
Loro non lo sanno, ma sono due umanità differenti.

La divisione dei due mondi
In sintesi, il vero problema non risiede nel sopravvivere a una catastrofe ambientale che potrebbe avvenire nel 2012 o anche più in là, a causa del cambiamento climatico o a un impatto meteorico, o semplicemente a un particolare allineamento planetario.
Quello che conta è che queste cose, che stanno in parte già avvenendo, non sono altro che il mero aspetto esteriore, la ricaduta sul piano fisico di eventi che sono basilarmente di natura universale, e quindi basati su di un ciclo basato su di una matrice spirituale e karmica molto precisa.
I pianeti non sono solo masse di terra, metallo e acqua che ruotano a caso nello spazio. Stando a una serie di antiche tradizioni esoteriche, ma anche a quanto dice uno scienziato come James Lovelock, la Terra è viva. Lovelock è uno scienziato indipendente, scrittore e ricercatore ambientalista che ha creato la “Teoria di Gaia”, concependo la Terra con tutte le sue funzioni come un unico superorganismo.
In qualche modo tutte le creature viventi hanno un loro ciclo biologico, di nascita, crescita, trasformazione e morte. Ma soprattutto, ogni creatura vivente genera qualcosa. Dato che parliamo di un pianeta, non sarebbe giusto ragionare in termini di mammiferi, parlando di “figli”, anche se è vero che gli esseri umani sono figli della Terra (Jahvé generò l’uomo dalla terra e nella tradizione ellenica Prométeo lo creò dalla roccia), ma definire più il nostro mondo come una sorta di “pianta”, un Albero della Vita, da cui nascono vari Frutti. L’essere umano è dunque un frutto della Terra, un frutto che però di generazione in generazione cresce, si modifica, migliora, cambia. Fino a raggiungere un punto di trasformazione definitivo, una vera Evoluzione a un nuovo stadio.
Essendo la Terra collegata ad ogni essere vivente, ed essendo l’Uomo la creatura più evoluta del pianeta (almeno in teoria), al momento della fioritura di una Nuova Umanità la Terra sarà in grado di interagire con le persone, e saranno possibili cose incredibili. Si sa che le piante producono più frutta se le si accarezza e le si parla, così come le mucche danno più latte se le si fa ascoltare musica classica. Siamo solo all’inizio del concepire la forza delle armonia, il potere dell’ottenere le cose con la pace invece che con la violenza. È un metodo nuovo, apparentemente flebile e poco efficace, e invece è la forza che tiene unito il Cosmo. Si chiama amore libero, dare e ricevere in serenità e per libera scelta, armonizzare le cose in modo che fluiscano nel modo migliore e non violentarle. Dare estrogeni alle mucche e poi attaccarle a un tiralatte meccanizzato per 8 ore di seguito non fa bene alla mucca e neppure a chi beve il latte, ma soprattutto agendo così stiamo trasmettendo un messaggio, il nostro comportamento ci identifica. L’umanità attuale è violenta, rapida, materiale, dura, ai vecchi insegnamenti religiosi o persino al vecchio e caro buon senso paesano si sostituisce il cinismo del mors tua vita mea, del vedere in ogni persona un nemico che ti può rubare un bene materiale che tra 100 anni sarà solo cenere. Come noi.
Ma nello spirito le cose perdurano, e le risultanze delle nostre azioni ci perseguitano e ci esaltano o mortificano nel tempo.
Cosa sta cambiando oggi? L’avvicinarci alla Nuova Era – la cui fioritura potrebbe avvenire nel 2012, ma anche dopo – sta velocizzando le cose. Il ciclo biologico del nostro pianeta influenza animali e persone tramite correnti elettromagnetiche, che vengono recepite a livello inconscio dal nostro cervello e dal nostro corpo. Qualcosa cambia dentro di noi, e non capiamo cosa, o come. E sempre più velocemente, perché il tempo è poco. Quello che una volta ci mettevamo dieci anni a capire ora lo apprendiamo in 2 mesi. Sempre più persone si ritrovano la vita travolta da avvenimenti inattesi e rapidissimi: divorzi, litigi, cambi di lavoro o di casa, cambi di nazione, cambi di abitudini, malattie inattese o strani incidenti a volte inspiegabili. Anche le situazioni lavorative sono sempre più fluide e agitate, a tal punto che in tutto il pianeta, grazie alla incredibile crisi economica nata dagli States, ormai quasi nessuno può dire di avere un posto “sicuro” al 100%. Fino a 30 anni fa la gente prendeva un lavoro con la sicurezza che sarebbe invecchiato nello stesso ufficio per anni, a contatto con le stesse persone, ritrovando lo stesso coniuge ad aspettare nella stessa casa. Ora, a livello globale, tutto è in rapido mutamento. Ma perché?
Il nostro pianeta è un acceleratore karmico, tende a mettere davanti alle persone dei “limiti” o “problemi” che però hanno il sano scopo di stimolare la crescita e il pensiero critico, la forza di volontà e la capacità di relativizzare, oltre a ritrovare il senso spirituale della vita.
Se quello che pensavano i Maya è vero, e tra non molto la Terra subirà una trasformazione profonda, non possiamo pensare di essere “staccati” dalla Terra, e di non essere parte integrante di questa trasformazione.
Stiamo assistendo al cambiamento di un’epoca.
Tutto il trambusto che vediamo attorno a noi, la frequenza degli eventi accelerata, la fluidità della vita, la mancanza di punti fermi e il senso di estraneità a una società in cui nessuno più si identifica, nasce dalla separazione energetica del mondo in due parti: chi si evolve e chi invece rimane arroccato ai vecchi modi di pensare e vedere la vita. Chi va su e chi va sempre più giù, proprio come illustrava Michelangelo nel suo affresco del Giudizio Universale della Cappella Sistina.
Naturalmente l’Umanità non è ancora così ben omogenea da essere distinta in due soli gruppi. C’è un vastissimo gruppo che è nel mezzo. C’è chi non ha ancora iniziato un percorso di crescita interiore, morale, psicologico, spirituale, umano. Umano è chi umanamente si comporta. La Humanitas*2 è una qualità a cui tutti dovremmo aspirare, posto che si sappia cosa sia. Chi passa le sue giornate a pensare solo cosa mangerà o cosa indosserà, se la marca o la griffe è abbastanza di grido o no, se ha la macchina più grande del vicino di casa o abbastanza soldi in banca da essere invidiato dai parenti, e non si è mai posto domande, ha già deciso da che parte stare.
Chi invece, in un momento di pausa o durante una passeggiata, tra un momento di lavoro e uno pensato ai figli, al lavoro o alla spesa, si ferma guardando un tramonto e si chiede cos’è Dio, o dov’è finita quella passione per la vita che si aveva da ragazzi, o in che luogo pieno di luce, nubi e di grida di gabbiani è finita l’anima di una persona cara da poco scomparsa, allora ancora non ha scelto, ancora si fa domande, e sa che il mondo non finisce in quello che tocchi e che mangi o che compri. C’è altro.
Ma il tempo incalza, e il mondo vuole che si agisca, nella propria vita, nelle scelte di tutti i giorni. Non basta fare filosofia: se ciò in cui crediamo è valido e vero, se ha un senso, dobbiamo attuarlo nella nostra vita di tutti i giorni, nella costellazione di piccole cose che formano gli eventi del nostro vivere. Bisogna fare una scelta, e la vita ci spingerà sempre di più verso la nostra strada, verso il superamento dei nostri limiti. Chi non subisce questo rapido incalzare della vita, questi apparenti rovesci della sorte, e nella sua ricca esistenza perfetta priva di domande o di ricerche si pone solo l’interrogativo di dove passare le vacanze o come spendere o cosa assaporare, potrebbe essere stato già scartato dal meccanismo karmico, posto su di un binario morto di apparente tranquillità perché il pianeta non ha tempo o energie da perdere per persone così.
Se invece vi trovate nel mezzo di una serie di eventi difficili da superare, lavorativi, affettivi, anche incidenti o malattie gravi, dovete capire che è il modo in cui la Realtà vi sta parlando e vi sta inducendo a riflettere, ad accelerare e migliorare il vostro karma. Anzi, chi si ritrova con questo genere di problematiche potrebbe capire, un giorno, di essere stato fortunato. Molte persone che hanno avuto problemi gravi hanno poi confessato che questi problemi li hanno aiutato a dare un senso, una svolta alla loro vita. Capire la gioia del poter camminare, respirare, mangiare, di poter sorridere e parlare con gli altri. Capire chi ti ama davvero e chi invece ti vuole solo sfruttare, capire quanta forza e rabbia a coraggio e voglia di vivere hai dentro, lo comprendi davvero solo dopo aver passato un momento tremendo. Noi Umani diamo il meglio di noi nei momenti peggiori. Invece, i disumani, gli umani con la “u” minuscola, nei momenti peggiori si rivelano in tutta la propria meschinità e piccolezza, nell’attaccamento alla parte peggiore del nostro retaggio, quello della paura e dell’egoismo, quello del pensare di essere solo carne che deve sopravvivere a tutti i costi, anche calpestando la vita altrui.
Chi ha già iniziato un percorso di crescita interiore si sentirà dunque sempre più protratto, e sempre più velocemente, verso un percorso di ricerca, si sentirà spinto fortissimamente a trovare la sua strada nella spiritualità e nella coscienza, con degli strumenti via via diversi: dal Reiki alle arti marziali, allo Yoga o alla ricerca sui Cristalli, o anche la riscoperta dei migliori valori delle antiche tradizioni (al di là di chi li pratica nelle piazze del potere), valori assoluti di fratellanza e condivisione che trascendono il tempo e i luoghi, e che accomunano il Cristianesimo, l’Islam, il Buddismo, l’Induismo e la spiritualità dei Nativi Americani.
Tutte le strade sono perfette, se conducono a una riscoperta di sé e del proprio posto nel mondo, se ti donano un senso di fratellanza e di appartenenza a una Umanità che ha sofferto e soffre ancora troppo, dall’Africa all’Iraq, da Rio a Gaza.
Io non ho nemici, ho solo fratelli. Fratelli nella notte. Fratelli persi, fratelli confusi, fratelli che con me aspettano il sorgere del Sole.
Pablo Ayo, Alessia Serafin

Se potessimo cancellare l'"Io" e il "Mio" dalla religione, dalla politica, dall'economia, saremmo presto liberi e porteremmo il cielo in terra.
- Mahatma Gandhi
1* Il quadrato è il simbolo del primo chakra nella tradizione vedica, e di conseguenza rappresenta anche visivamente l’attaccamento alle cose materiali e statiche.
2* Il termine Humanitas risulta essere la traduzione del greco filantropìa, termine con cui in Grecia si indicava la "benevolenza". Il concetto di Humanitas ha la sua prima, implicita formulazione nell'opera letteraria di Terenzio. Per humanitas si intende una concezione etica basata sull' ideale di un'umanità positiva, fiduciosa nelle proprie capacità, sensibile e attenta ai valori interpersonali e ai sentimenti. Ciò che conta è che questo ideale è valido per tutti gli uomini, senza distinzioni etniche, sessuali o sociali. Terenzio scriverà appunto: "homo sum: humani nihil a me alienum puto", ovvero: "sono un uomo, e perciò nulla di ciò che è umano mi è estraneo".
I principi dell'humanitas sono tre:
1° aspetto: è il principio secondo cui tutti gli uomini sono uguali per natura, da cui discende il dovere naturale della filantropia (ossia sentire per natura il dovere di aiutare gli altri uomini) e sul piano politico il dovere di porsi al servizio dell'umanità.
2° aspetto: è l'affermazione dell'autonomia della persona umana, il principio che l'uomo deve sviluppare liberamente la propria persona e la scelta di uno stile di vita conforme alla sua inclinazione.
3° aspetto: deriva dal secondo, ed è la giustificazione dell'attività culturale (otium) come autonoma e avente una sua dignità, non meno dell'attività politica (negotium).
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