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Il Quesito Della Sfinge

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Il Quesito Della Sfinge

Messaggio Da Angelodiluce il Mar Nov 03, 2009 4:27 pm

La sfinge è un animale mitologico metà donna e metà bestia (corpo di leone, ali di aquila, coda di serpente) figlia di Echidna e Tifone, inviata da Era ed Apollo a Tebe per punire il re Laio; stava appollaiata su di una rupe e poneva a tutti lo stesso indovinello, colui che non riusciva a rispondere veniva gettato dalla roccia o divorato. L'enigma della Sfinge diceva: "Che cos’è che al mattino va su quattro gambe, a mezzogiorno su due e la sera su tre?". Edipo conosceva la risposta: l’Uomo, che da bambino si muove con le gambe e le mani, nel mezzogiorno della vita su due sole gambe e nella vecchiaia il bastone rappresenta la terza gamba. La sfinge si uccise gettandosi dalla rupe ma grandi disgrazie colpirono Edipo! Senza saperlo uccise Laio, suo padre e divenne re di Tebe, sposò sua madre, Giocasta, dalla quale ebbe quattro figli. Ma quando una carestia si abbatté sul paese il profeta Tiresia predisse che per scongiurare la maledizione era necessario scoprire chi avesse ucciso il re Laio. In breve tempo si scoprì che Edipo era l'assassino di suo padre. Per la vergogna Giocastra si uccise, mentre Edipo si accecò e viene accompagnato in esilio dalla figlia Antigone.
Viste le disgrazie a cui Edipo è stato condannato, ci viene il dubbio che la risposta all'enigma non fosse completamente esatta, ovvero esatta nella forma, ma non nella sostanza; esiste infatti un risvolto esoterico nella domanda che non viene contemplato nella risposta, pur formalmente corretta, di Edipo. Non ci resta che esaminare con gli strumenti che abbiamo a disposizione l'indovinello. Appare subito evidente che la sfinge pone il problema della relazione fra il quaternario, il binario ed il ternario o triade.
In principio c'era Dio, e tutto era in Dio e tutto era Dio (en to pan), tutto era immobilità si può tranquillamente affermare che l'Essere è l'Essere, non esisteva né spazio né tempo, né prima né dopo, solo al momento in cui Dio decise di creare il mondo ha inizio il tempo, lo spazio e così ha inizio il binario: Dio e la sua creatura, Eva creata dal petto di Adamo; il principio attivo crea il principio passivo, l'uno senza l'altro non esisterebbe, non esisterebbe un creatore senza la creatura, non esisterebbe una luce senza il buio, non esisterebbe il bene senza il male. Senza il binario tutto sarebbe uno e l'Essere sarebbe l'Essere, senza possibilità di svolgersi nel tempo e nello spazio. Per questo in natura ogni cosa presenta il suo contrario, il bianco ha il nero, la luce l'ombra, la vita la morte, il maschio la femmina, senza il quale non potrebbe esistere; addirittura ogni azione produce una reazione uguale e contraria, come un orologio con due molle: il movimento di svolgimento di una molla carica l'altra molla fino a che la prima è completamente svolta e la seconda completamente avvolta, a questo punto il movimento si inverte, la prima si riavvolge utilizzando l'energia di svolgimento della seconda, in tal modo, se non esistesse l'attrito, il movimento diverrebbe perenne. Ugualmente si svolge il movimento perpetuo della vita, una forza agisce contro un'altra che subisce, ma verrà il tempo in cui la seconda forza prenderà il sopravvento nei confronti della prima, così il bene ed il male; nel male estremo in nuce esiste il bene che prima o poi trionferà, ma nel bene vi è sempre il seme del male pronto a far germogliare la zizzania. Il simbolismo delle due forze uguali e contrarie, anzi complementari è compiutamente rappresentato dal simbolo della doppia spirale, una centripeta ed una centrifuga ma comunque sempre destrogire, presente sia nei monumenti megalitici preistorici, sia nelle cattedrali gotiche come "motivo ornamentale". Le due spirali hanno una stretta correlazione con il simbolismo solare e solstiziale “Infatti, osservando il moto del Sole all'orizzonte per tutto l'anno si può notare che, ad un certo momento, esso inverte il suo moto e cioè che gli archi solari descritti nel cielo iniziano a decrescere d'ampiezza. I punti di levata e del tramonto si allontanano dall'osservatore e si avvicinano tra loro. Questa osservazione, tradotta in un moto spiraliforme, comporta che la spirale si chiuda, si avvolga su di sé. Pertanto la spira nel suo percorso del solstizio estivo al solstizio invernale e viceversa, prima si apre, poi si arrotola su di sé invertendo il proprio moto, dando origine alla spirale antioraria. Ecco il segreto della natura, la duplicità che continuamente è di fronte ai nostri occhi; come un caleidoscopio le due forze attiva e passiva si scontrano caricandosi a vicenda e determinando lo svolgersi del tempo; questo eterno dualismo è rappresentato nel Tempio Massonico dalle due colonne, dal pavimento a scacchi, dal sole e dalla luna, è un continuo monito che ci ricorda come la realtà che ci circonda sia dualistica. In realtà il mondo del dualismo è solo un grande schermo dove noi vediamo il risultato dell'interazione delle due forze positiva e negativa. Ma le forze che interagiscono fra di loro e su gli oggetti sono estremamente numerose, così numerose da impedirci di risalire alla forza prima o anche semplicemente a riconoscere l'ordine delle cose, tutto ci appare caotico e imprevedibile, questo fa si che tutto ciò che percepiamo sia sempre diverso anche se ci appare uguale; la successione delle forme si svolge davanti a noi come un grande fiume che lui acque scorrono placide, il fiume sembra sempre uguale a se stesso, le stesse onde, gli stessi gorghi, le stesse cateratte, ma in realtà le singole particelle di acqua che lo compongono non sono mai le stesse, e se anche una particella ci può passare davanti agli occhi più di una volta non avrà sicuramente gli stessi rapporti con le particelle che la circondano..
Solo un entità si discosta dalla legge del dualismo, ed è l'Essere “Tutto ciò che esiste deriva da ciò che fu, e di conseguenza nulla di ciò che è potrà mai non essere”, solo l'Essere è perché è, è sempre stato e sempre sarà; l'Uno, l'Unico il Tutto. Questo apparentemente potrebbe contrastare con quanto detto prima dal Creatore e della creatura, in realtà l'Essere, al momento della creazione si "sdoppia", ma poiché l'Uno è il Tutto (en to pan) mantiene la sua unicità continuando a comprendere in se stesso i due termini, il creatore e la creatura, il Logos e la materia, la natura naturante e la natura naturata, pertanto innestando il concetto dell'Essere unico nel dualismo, dal due passiamo al tre così facendo si determina la formazione della triade del primo tipo di Guénon, ovvero quella con il vertice in alto “Uno di questi due generi è quello in cui il ternario è costituito da un principio primo (almeno in senso relativo) dal quale derivano due termini opposti, o meglio complementari perché anche laddove l'opposizione sussiste nelle apparenze e ha la propria ragion d'essere a un certo livello o in un certo ambito, il complementarismo risponde sempre a un punto di vista più profondo e di conseguenza più conforme alla reale natura delle cose in questione; un ternario siffatto potrà essere rappresentato da un triangolo con il vertice in alto”.
Il Ternario è il Verbo perfetto perché suppone un principio intelligente, un principio parlante ed un principio parlato. L'Assoluto, che per mezzo della parola si rivela, le dà un senso a lui eguale e nell'intelligenza di questa parola crea un terzo se stesso”. Per comprendere il ternario l'analogia del sole è perfetta, l'astro che splende in cielo, irraggiungibile ed inintellegibile è l'Essere supremo la cui faccia ci è occultata, per il nostro bene, pena la folgorazione, i raggi solari che si manifestano con il calore sono il Logos fecondante, la terra fecondata rappresenta la natura naturata, il terzo elemento, passivo, della triade, ma sia il sole che i raggi solari che la terra fanno parte di un tutt'uno.
Se Dio non fosse che uno, non sarebbe mai né creatura né padre; se fosse due vi sarebbe antagonismo o divisione nell'infinito, e sarebbe la ripetizione o la morte di ogni cosa possibile; è dunque trino per creare egli stesso a sua immagine la moltitudine degli esseri e dei numeri”. Il Ternario, o la Trinità è un concetto antichissimo che ritroviamo in tutte le religioni, deve quindi essere considerato alla stregua di un filo conduttore che dall'antichità giunge ai giorni nostri. La religione Cattolica ha fatto di questo suo insegnamento uno se non il principale dogma, mutando però un concetto fondamentale. La Triade, è sempre composta da una unità che racchiude in se stessa tutte le essenze, e due termini che presentano al loro interno, fra le altre, le caratteristiche di maschio e di femmina, di fecondante e fecondato; la Trinità nella sua concezione cattolica prevede invece il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, impedendo quindi la formazione della Triade a vertice inferiore, infatti se il primo termine (Padre) rappresenta l'Essere supremo, il Tutto, questo dovrebbe generare il Logos e la Materia, saranno poi il Logos e la Materia a generare il Figlio considerato nella religione cattolica il Cristos. Il perché di questa modifica della Grande Triade non è facilmente conoscibile, potrebbe essere letta sotto la chiave della strenua guerra che la Chiesa Cattolica ha sempre condotto contro il culto del principio femminile, forse al fine di vincere definitivamente la lotta con il culto di Cibele/Iside o di qualche altra divinità femminile toctona; lotta in realtà mai vinta come lo dimostrano le vergini nere che popolano le cattedrali francesi, o come dimostra l'apparente incongruenza dell'appellativo di Maria come Madre di Dio. A conferma di questa tesi possiamo citare Markale: “Ma in ogni caso, occorre ripeterlo, sottolineare la purezza della Madonna era necessaria per evitare ogni confusione con una qualsiasi dea orientale. Le conseguenze saranno l'affermazione della sua verginità fisica senza che si sappia bene a cosa corrispondesse sul piano della definizione della Theotokos, e d'altra parte, sul piano del culto, la richiesta della castità ai fedeli, specialmente dei sacerdoti, in seguito a un processo ben comprensibile di inserimento del sacerdote nella sfera del divino. Sul piano sociale ciò corrisponde però all'interdetto lanciato sul sesso, al matrimonio considerato come remedium peccati, all'emarginazione della donna, ritenuta, come Eva, responsabile del peccato dell'uomo; in definitiva a una misoginia tinta talvolta di fanatismo”. Per la religione cattolica la Vergine, e per estensione qualsiasi figura femminile, rappresenta un evento deflagrante, in quanto riapre la ferita non del tutto rimarginata dei culti femminili primitivi (Iside, Ishtar, Cibele, Afrodite ecc.) che la Chiesa cattolica non ha saputo/potuto estirpare, ma ha dovuto semplicemente sostituire con il culto di Maria. Contemporaneamente però tale culto deve essere completamente isolato dalla Triade onde cancellare ogni relazione con tra Tradizione Primordiale e per relegarlo ad un dogma di rango inferiore.
Comunque abbiamo visto come il Triangolo con vertice superiore è in grado di generare un triangolo con il vertice inferiore altrettanto importante in cui la base è sempre costituita da due elementi uguali e contrari, ovvero complementari, ed il vertice, posto questa volta verso il basso, da una nuova unità che rappresenta la summa dei due termini. Possiamo dire che l'Uno si fa due per generare il Tre, il Tre attraverso il Quatto genera l'Uno.
Siamo giunti al quaternario, quattro sono i punti cardinali, quattro gli evangelisti, quattro gli elementi. Il quattro rappresenta quindi il mondo materiale la pietra cubica, i suoi termini si posizionano ai vertici di una croce. La prima croce è l'uomo, è sufficiente che un uomo in piedi allarghi le braccia a 90° per generare le croce, l'uomo vitruviano di Leonardo da Vinci che mette in evidenza la proporzione aura; nel celebre disegno leonardesco che adorna anche le nostre monete da 1 euro; la testa corrisponde al fuoco, alla mente, al Padre, al cielo celato, a Ein-sof, all'amore, al segno dell'Ariete, alla lettera ebraica YOD, ed è simboleggiato da un triangolo equilatero con vertice in alto; il braccio destro all'aria, allo Spirito Santo, al Creatore, alla natura naturans, al segno zodiacale della bilancia, alla lettera ebraica HE, ed è simboleggiato da un triangolo equilatero con vertice in alto attraversato da una linea orizzontale; i piedi all'acqua, alla manifestazione, al Cristos, all'Eros, seconda manifestazione dell'Amore, al segno zodiacale del sagittario alla lettera ebraica WAW ed è rappresentato da un triangolo equilatero con il vertice in basso; il braccio sinistro corrisponde alla terra, alla creatura, alla madre, al segno zodiacale del Capricorno, alla lettera ebraica HE ed è rappresentato da un triangolo equilatero con il vertice in basso tagliato da una linea orizzontale. Le quattro lettere unite formano, naturalmente il Tetragrammaton YOD HE WAW HE, pertanto l'unione equilibrata dei quattro elementi da luogo al quinto, ovvero alla quintessenza a sua volta rappresentato dal pentacolo e dal cinque, ma qui andiamo troppo oltre. L'uomo rappresentato da Leonardo identificabile con il pentalfa è quindi un Uomo di Luce, l'Uomo Primordiale, il'Adam Kadmon. Ma dalla figura leonardesca possiamo trovare anche altri spunti validi per la nostra speculazione; l'uomo vitruviano è inserito in un quadato e in un cerchio ovvero nel simbolo della terra, dei quattro elementi e nel simbolo del cielo dell'uno, del serpente che si morde la coda dell'Uroboros; l'uomo quindi al centro sia della materia che dello spirito rappresenta la quadratura del cerchio, la grande opera, ovvero il microcosmo riflette in piccolo il macrocosmo, così in alto così in basso.
Abbiamo quindi dissertato sui numeri proposti dalla Sfinge, analizziamo quindi il quesito "Che cos’è che al mattino va su quattro gambe, a mezzogiorno su due e la sera su tre?", la morte attendeva chi non rispondeva. In realtà la risposta di Edipo era corretta, ma non completa, la risposta esatta infatti era l'uomo risvegliato, se il quattro rappresenta il quaternario la materia, la croce dell'uomo, questo deve essere superato per comprendere la dualità, il mondo degli effetti, ma soprattutto delle cause; solo una volta compresa la dualità e squarciato il velo di Maia sarà possibile comprendere il ternario, la verità, l'Assoluto, ma chi fallirà questo processo evolutivo sarà condannato alla morte non rituale, all'annullamento. Ecco quindi il quesito della Sfinge ed il perché delle disgrazie di Edipo; Edipo rappresenta la controiniziazione, colui che con la presunzione unita alla cecità dell'ignoranza pur riuscendo a comprendere il segreto del messaggio, ma non lo fa suo, lo comprende solo parzialmente ma pretende di averlo compreso pienamente, e con il suo comportamento uccide la Sfinge, ovvero la Tradizione, ma quel che è peggio diventa RE. La punizione per Edipo è la cecità simbolo di ignoranza e profanità; avrebbe potuto vedere la luce e gioire, invece ripiomba nelle più oscure tenebre dell'ignoranza non prima di aver prevaricato i suoi simili, aver cacciato i Maestri, aver compiuto incesto, aver ucciso suo padre. Da questi personaggi la leggenda ci vuole proteggere, ma “Purtroppo questi sono tempi nei quali tutta l'umanità dorme e coloro che ci guidano dormono ancora più profondamente. Qualche voce lontana nel deserto si ode ogni tanto, ma ormai quasi nessuno ascolta più, nessuno ascolta più…”.
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