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GIAPPONE, ALTRI 400 CORPI.

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GIAPPONE, ALTRI 400 CORPI.

Messaggio Da Angelodiluce il Dom Mar 13, 2011 2:56 pm

TOKYO - L'esercito giapponese ha annunciato di aver ritrovato 300-400 cadaveri nel porto di Rikuzentakata (nord est), travolto dallo tsunami seguito al devastante terremoto che ieri ha colpito il Giappone. Il porto di Rikuzentakata - situato nella prefettura di Iwate, una delle più colpite dallo tsunami di ieri - è stato completamente inondato. Le immagini della distruzione di Rikuzentakata, in cui si vede questa onda gigante che travolge ogni cosa al suo passaggio, hanno subito fatto il giro del mondo.

SI TEMONO 1600 MORTI
Si teme che le vittime del terremoto e lo tsunami in Giappone possano arrivare a 1600. Il bilancio dei morti accertati riportati dalla polizia è di 564 morti secondo l'agenzia stampa Kyodo, ma altri 500 corpi sono stati rinvenuti in diverse aree e i dispersi sono almeno 600.

PREMIER NAOTO KAN: "DISASTRO SENZA PRECEDENTI" Un disastro «senza precedenti» da superare «tutti insieme». Lo ha detto il premier giapponese Naoto Kan, in conferenza stampa, dopo aver questa mattina fatto un sopralluogo sui luoghi distrutti dallo tsunami. «Il sisma ha causato uno tsunami più grande del previsto». «Dobbiamo ricostruire il Paese dando la priorità alla vita umana e lavorare sodo per dare aiuto a chi oggi, domani e dopodomani si troverà senza cibo», ha aggiunto Kan. Il premier ha espresso «un grande ringraziamento a tutti coloro che stanno lavorando. È stato lo tsunami, piuttosto che il sisma, ad aver causato effetti devastanti. Oggi è un giorno molto importante in termini di quanto si potesse procedere con i lavori di soccorso». Kan ha aggiunto che il governo aumenterà il numero delle truppe assegnate nelle aree colpite da 20.000 unità a 50.000, pur chiedendo il massimo «degli sforzi da parte di polizia, vigili del fuoco e guardia costiera». In mattinata, Kan ha visitato l'impianto nucleare di Fukushima in elicottero per vedere l'entità del danno agli impianto, dove è stata segnalata una fuga di radiazioni. «Una piccola quantità di radiazioni si è diffusa, ma noi tuteleremo la salute dei cittadini», ha detto, osservando che la situazione si è rivelata più complicata nel corso della giornata dopo l'esplosione presso il sito.

FRATTINI: "DA CONTATTARE ALTRI 20 ITALIANI" «Abbiamo ancora la necessità di contattare una ventina di italiani, ma per il resto non abbiamo persone scomparse o peggio ancora segnalate in incidenti in Giappone»: è quanto ha riferito il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che oggi ha preso parte al Consiglio informale dei capi delle diplomazie della Ue a Budapest. «Le autorità giapponesi ci dicono per ora che nessuno straniero è coinvolto nei tragici fatti di ieri e comunque stiamo cercando di rintracciare tutti nostri concittadini»: ha aggiunto il titolare della Farnesina. In Giappone ci sono circa 3 mila italiani, «qualcuno di loro ha chiesto di rientrare», ma non ci sono assolutamente «piani di evacuazione».

125 SCOSSE Sarebbero almeno 125 le scosse di assestamento registrate in Giappone dopo il sisma di magnitudo 8,8 che ha messo in ginocchio il Paese. Fonti locali parlano di almeno mille morti e un numero non precisato di feriti e dispersi: le ferrovie hanno detto in precedenza che un altro treno sulla linea Senseki ha subito un deragliamento vicino alla stazione Nobiru dopo il terremoto.

SCENDE L'ALLARME TSUNAMI
L'Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha abbassato l'allarme tsunami per le coste dell'arcipelago: secondo l'ultimo bollettino, diramato nel primo pomeriggio, sono scese a quattro le prefetture a rischio massimo di tsunami, con onde anomale potenzialmente oltre i tre metri di altezza. Le aree dove vige ancora l'allarme rosso sono quelle nord-orientali già colpite duramente dagli tsunami di ieri, seguiti al potente sisma di 8,9 gradi Richter: le prefetture di Iwate, Miyagi e Fukushima, e il tratto costiero della prefettura di Aomori. La maggior parte delle zone del Paese, compresa la baia della capitale Tokyo, presenta adesso l'allarme di colore giallo, corrispondente al pericolo di onde alte fino a mezzo metro.

TEMUTE OLTRE 1000 VITTIME Sono le 14,46 e quella che sembra una tante scosse che ogni 10 minuti colpisce la piana del Kanto, la grande area di Tokyo, si trasforma in un autentico incubo anche per un Paese 'allenatò agli eventi catastrofali e che rende verosimile il superamento delle 1.000 vittime. Una potenza devastante di magnitudo 8.9, mai registrata così forte in Giappone con la strumentazione moderna, che ha innescato una serie di tsunami, tra cui un autentico muro di acqua alto 10 metri che si è abbattuto sulla prefettura di Fukushima (almeno 1.800 case sono state spazzate via) e Miyagi, dove la città capoluogo Sendai è stata devastata e almeno 60-70 mila persone sono state evacuate. Il fiume Natori, in base alle immagini trasmesse dalla tv, si è gonfiato con progressiva forza, fino a sommergere case ed edifici nelle zone residenziali, livellando ogni cosa al suo passaggio, fino ad ammassare barche, contenitori, veicoli e alberi. Fuori uso l'aeroporto, con l'acqua arrivata al primo piano dell'aerostazione, mentre 2 treni sono spariti tra le acque e una nave con 100 persone risulta essere stata inghiottita dai flutti. Sulla spiaggia di Sendai, intanto, sono stati ritrovati almeno 200-300 cadaveri.

Due motovedette della guardia costiera mancano all'appello e un'altra barca da pesca con uomini d'equipaggio è stata ribaltata. Massima allerta per le centrali nucleari: erano 11 i reattori attivi al momento della prima grande scossa nelle prefetture di Miyagi, Ibaraki e Fukushima. In quest'ultima è tornato l' allarme in serata per i malfunzionamenti della centrale n.1, dove la procedura automatica di raffreddamento dei reattori è stata interrotta a causa di un black-out elettrico. Un principio di incendio nella centrale di Onagawa (Miyagi) ha interessato le turbine, senza gravi conseguenze. La diga di Fujinuma (Fukushima) s'è spezzata in due riversando l'acqua a valle cancellando l'intera città di Sukagawa. Il premier Naoto Kan ha dichiarato lo stato d'emergenza, mentre il ministero della Difesa ha inviato 300 aerei e 40 navi nelle aree colpite dal sisma e dallo tsunami, più circa 8.000 uomini delle forze di autodifesa. Il neo ministro degli Esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha dato disposizioni alla struttura diplomatica di accettare aiuti internazionali cui hanno risposto in 38 le nazioni, mentre il presidente Usa Barack Obama ha promesso pieno sostegno, inviando nel frattempo la portaerei Ronald Reagan, inizialmente diretta verso la Corea del Nord. A Tokyo, distante meno di 500 km dall'epicentro, individuato al largo delle acque del Pacifico di Miyagi, milioni di persone, sconvolte per un evento straordinario, si sono riversate per strada a causa di una scossa che sembrava non avere mai fine. Pochi crolli, tra cui il tetto dello storico edificio del Kudan Kaikan dove era in corso una cerimonia di chiusura dell'anno scolastico: una donna è morta in serata per le ferite riportate. Sempre nella capitale, bloccati gli aeroporti di Narita e di Haneda e stop a treni e metropolitane che hanno ripreso a funzionare in piena notte, alle 17,30 circa italiane.

Nella raffineria di Ichihara si è sviluppato un incendio, con altri sei focolai nella baia di Tokyo, forse per la rottura delle tubature del gas. L'antenna Tokyo Tower, il simbolo della capitale nipponica e della ricostruzione post-bellica, si è piegata a causa delle scosse, mentre ha retto la Tokyo Sky Tree, l'antenna tv ancora in costruzione alta più di 600 metri e progettata per resistere a scosse di 7.9. La rete di telefonia cellulare è saltata e le comunicazioni telefoniche sono rimaste grazie alle linee fisse e alla connessione Internet. Chiusa Disneyland, sulla baia di Tokyo, il cui parcheggio è stato inondato da un'onda di quasi un metro e mezzo. Mentre le scosse di assestamento sono sembrate in diminuzione si è aperto un altro fronte: sulla parte occidentale, nella prefettura di Niigata, già colpita nel 2007 da un potente terremoto. La scossa delle 3.59 locali (19,59 di venerdì in Italia) è stata di magnitudo preliminare 6.6, con epicentro a 1.000 metri di profondità. Subito dopo si sono registrate altre scosse: una di magnitudo 6,2, secondo i 'media nipponicì, è stata avvertita alle 19:59 ora italiana nella zona Joestu, nel Giappone occidentale; mentre meno di mezz'ora più tardi una seconda scossa di 5,5 Richter è stata registrata a un'ottantina di chilomteri da Tokyo. È la conferma che la tensione è destinata a durare. Almeno un mese secondo gli esperti.
fonte:http://www.leggo.it
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